21.8.06

uellà, da quanto tempo...
allora, sono un po' devastato, ma fa lo stesso.
sto bene, comunque sia. in salute, per intendersi. dribblo la dissenteria come e meglio di maradona.
sto preparando un po' di aforismi. sai che palle, lo so. però, questo mi ispira la situaziun, quindi ve li ciupperete. prima o poi. e se non sará così, spero sia per colpa vostra, come si dice.
sto leggendo, in spagnolo, alla faccia della modestia intellettuale, massa e potere, di canetti. bravo, il ragazzo, valido. me l'aveva consigliato uno degli spagnoli, un compagno, di quelli che andavo cercando. spero. più interessante del libro, però, è stato l'incontro col ragazzo che me l'ha venduto. a partire da fatto che, dalla sua modesta ma ben fornita bancarella ambilante di libri, si dichiarasse librero e non venditore di libri. cos'è un librero? per intendersi, quella razza in via d'estinzione della quale a firenze sopravvive ormai solo un esemplare, quei personaggi per me epico-mitologici che hanno letto quasi tutto quello che vendono, e che se ti interessa un libro sono pronti a consigliartene altri due o tre, e spesso beccano bene. non sa un cazzo di quello che succede nel suo paese, e quando ci fermiamo a prendere un caffè, gli do un paio di legnate, intenzionalmente. è terreno fertile, ma va prima dissodato. non sono delicato. e non va sprecato.
non ha problemi perché vende libri sulla guerriglia, ha problemi, mi spiega, perché non ha il cartel (o come cazzo si chiama) militar. uno degli obiettivi delle campagne studentesche è l'abolizione del servizio militare obbligatorio. (così vi giocate la possibilitá di infiltrare l'esercito, penso erroneamente). non è possibile fare il servizio civile, da queste parti. oggi, tornado da ibague, ho visto l'ennesimo posto di blocco. e un camion carico di ragazzi. sono tutti quelli che hanno beccato senza il carte (o come...). li caricano e li portano al distretto militare, dove iniziano l'addestramento senza tanti se o ma. si chiama batida, battuta. l'esercito fa queste cose. Che si fa oggi? andiamo a beccare un po' di renitenti (armi spianate in sottofondo, maestro).
Certo, lo puoi anche comprare. un sacco di gente fa così, basta avere amicizie tra i militari e un paio di milioni di pesos. Non per tutte le famiglie, non per tutte le tasche.
L'altro obiettivo degli studenti, medi e universitari, è lo scioglimento dell'esmad. lo squadrone antidisturbo. Prendete la celere, il gom, e qualche altro manipolo di nostrani eroi, fatelo passare per il cile di pinocchio, e mettetelo a mantenere l'ordine alle manifestazioni in colombia. Ieri ho conosciuto un ragazzo che mi ha mostrato il foro della pallottola nella coscia. Non ho capito se si rendesse conto che due dita più in giù c'è l'arteria femorale, ma credo di sì. Ne hanno ammazzati parecchi. E in teoria non dovrebbero portare armi da fuoco. Non che uno sparalacrimogeni puntato in faccia faccia bene, vero ciccio?
Ibaguè è nel tolima, a sud est di bogotá, cordigliera centrale (bogotá è sulla cordigliera orientale). Come il sumapaz, è una delle regioni più ricche d'acqua del mondo. Come il sumapaz, è oggetto delle attenzioni di svariate multinazionali. La quarta guerra mondiale sarà per l'acqua, diceva quello. Già, già. E allora che si fa, si chiede il nostro beniamino esercíto? Semplice, si dispiega un paio di battaglioni, il battaglione di alta montagna per i massacri e uno di rappresentanza. E si inizia a massacrare un paio di contadini, possibilmente del sindacato agrario. Con la scusa che... con qualsiasi scusa. Per lo più, basta accusarli di ribellione (in questo modo si guadagnano anche le prime pagine dei giornali, e i servizi televisivi). Per i comunisti, invece, che stanno in città, il lavoro si lascia ai paracos, ai paramilitari. Che poi spesso in realtá sono i militari che si mettono un braccialetto, per fingere di essere paracos. Sai che differenza c'è? No? Si vede che non stai attento ai dettagli. Ma non si ammazza chiunque. Si minaccia uno, e poi un altro, e poi un altro ancora. E intanto si ammazza il primo. Così gli altri capiscono. E se ne vanno a ingrossare le fila dei desplazados a bogotá.
Il bello della palestina, è che ormai non c'hanno neanche più tanti posti dove andare, quindi sono "costretti" a restare lì e farsi saltare per aria, tanto per ricordare al mondo che ci sono. Qualcuno mi fa notare che è questa la testimonianza del cosiddetto martirio. Ragazzi, ci siamo anche noi, e ci stanno massacrando.
In italia, in europa, massacrano la nostra dignitá, con contratti infami, pillole di benessere ingollate insieme a tranquillanti, televisori al plasma sempre più grandi per pargare i quali ci si indebita sempre di più. Massacrano il rispetto di noi stessi, si sopravvive aspettando qualcosa di meglio. Ci si chiude in delle nicchie, ci si lascia chiudere dalla repressione in delle nicchie occupate, credendo di aver conquistato grandi spazi di libertà. E io che pensavo che in colombia, almeno, nel momento in cui rischi di perdere la pelle, ecco, almeno questo ti legittima, il diritto all'autodifesa è semplicemente decorare di belle parole la rabbia mista all'istinto di sopravvivenza. E invece no. Sono bravi. Non ti ammazzano, a te. Ti convincono (ammazzando lui o lei, spesso loro) ad abbandonare la tua terra. E ad affollare ciudad bolivar, la baraccopoli di bogotá. ecco, non pensavo di scrivere tutte queste cose. non ne avevo neppure voglia. però è che so di non essere solo. Pochi e radi, come i capelli di un caro amico, ma vivi, e umani. nel senso di umanesimo che spero un giorno venga prodotto da una societá migliore che non ho voglia di aspettare. E se vi sembra retorico, fottetevi.
...etevi
...etevi

1 Comments:

Anonymous Anonimo ha scritto:

Sei sempre riuscito a stupirmi.

10:04 PM  

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