16.5.06

Top 25 medications

1. VIAGRA

2. CIALIS

3. VIAGRA SOFT TABS

4. CIALIS SOFT TABS

5. VALIUM

6. XANAX

7. AMBIEN

8. MERIDIA

9. PROPECIA

10. SOMA

11. TRAMADOL

12. AMOXICILLIN

13. ACYCLOVIR

14. ATIVAN

15. CELEBREX

16. GLUCOPHAGE

17. LASIX

18. LIPITOR

19. PAXIL

20. PENICILLIN

21. PROZAC

22. ZOLOFT

Questo secondo il sito inurketosee.com. Mi sono tolto lo sfizio di vedere dove portasse il collegamento presente in uno spammone di quelli che ne arrivano 90 al giorno, con tutta una serie di tecniche reiterate e modificate (inutilmente) per ingannare i blocca-spam (ma thunderbird continua gentilemente a cestinarle come e meglio di una segretaria di bagno a ripoli con aspirazioni da gran signora: non ne fanno più di segretarie come nei romanzi di dos Passos).

Porta a comprare pillole che ti fanno rizzare il cazzo se non ti si rizza più (appena uno una volta non gli si rizza, giù pasticconi vasocostrittori, al punto che qualcuno inizia a prenderli a prescindere solo per migliorare la prestazione. Chissà se usano il cronometro ufficiale da gara), pillole per tranquillizzarsi e togliersi l'ansia (stordirsi come scimmie), pillole per i dolori da artrite e chissà quante altre pillole magiche.

Boia quanto è stata rincoglionita la gente. Ma gli americani sono tutti così fessi? Secondo me poi funzionano anche qui quelle mail. Che tristezza.

Almeno un tempo c'era gente che credeva nel socialismo come modo per uscire dalla miseria, e non solo dalla propria miseria. Per migliorare le cose a tutti. Nel socialismo, nell'anarchia in pratica, nel cambiare la società, tutta la società. Adesso questo ce lo siamo perso per strada, io ho fatto in tempo a vedere la mano del socialismo che spariva sottacqua mentre il comunismo in un decennio annegava. Ma quelli che verranno dopo dove li troveranno gli esempi? L'ispirazione, un po' di coraggio ad alzare la testa contro le ingiustizie, le merdate che si ingollano troppo spesso, l'arroganza di un potere che non è più abituato a sentirsi contestare, a partire dallo sfigato vigile di strada che si sente un dio in terra nonostante faccia un lavoro vilissimo, raccoglie i balzelli che il Comune estorce per cercare di mantenere attivo un bilancio disastroso.

Il coraggio, e il senso di sé che ci vuole, e non è tanto. No, si lascia più facilmente solo chi alza la testa, ci si fa spezzare dalle guardie, il pueblo unido si è visto molto di rado (anche in quei casi non è sempre stato un bello spettacolo).

8 Comments:

Anonymous Anonimo ha scritto:

Caro Neri,
questo è il futuro: esiste una pillolina per qualsiasi malessere; l'importante è non pensare. Non ti si rizza l'uccello perché lavori 22 ore al giorno e quando torni a casa non hai più voglia di scopare? Non bisogna cambiare la società, fare sì che ognuno abbia la dignità di passare più tempo a vivere che a lavorare: pillolina et voilà. Sei depresso perché hai 30 anni, sei un lavoratore anomalo, hai davanti a te altri 10 anni - o forse tutta la tua vita - da precario, niente mutuo niente possibilità di farti una vita stabile ecc. ecc... che si fa? Si protesta perché la legge Biagi sia riconosciuta per quello che è (una gran merdata, pace all'anima sua?)? Ma nooo: pillolina per migliorare l'umore, et voilà.

Ti racconto un evento capitato la settimana scorsa: ero in commissione di tesi di laurea; eravamo lì a ripetere un rito, per quanto svenduto e svuotato, ma comunque una funzione pubblica. Stavamo criticando la tesi di una laureanda (tra l'altro era un tesi sulle dinamiche di acquisto degli alimentari nei supermercati) e il relatore contesta alla ragazza che ha notato da parte sua una certa resistenza ad accettare i consigli del relatore, tipo di approfondire lo studio qua e là ecc. ecc.

La tipa come risponde? "Senta, la mia tesi l'hanno letta tutti quelli che sono presenti qui (riferita ai suoi familiari e amici), e a tutti è piaciuta. Io mica scrivo per il relatore, scrivo per il mio pubblico" (si chiama berlusconismo imperante questo, per me).

9:56 AM  
Blogger neri ha scritto:

Bè? Che tipa era questa (evid. l'alzata di testa non te l'ha resa simpatica)? Che tipo era il chiarissimo relatore? Chessò, magari era un cazzone che voleva farle approfondire gli aspetti etologici dei pattern di deambulazione nei supermercati mentre lei si interessava di semiotica del cartellino del prezzo...
E comunque, ve la siete lasciata sputtanare voi l'università... questo è quello che vi tocca. Sì. sì, anche noialtri, sì.
Ad ogni buon conto, a me la risposta non è dispiaciuta. Semmai produrrò una tesi, e tutta la gente che viene a sentirne la discussione l'avrà letta, sarò felicissimo (anche perché dalla commissione non mi aspetterei un cazzo: al massimo un relatore che l'ha leggiucchiata).

11:25 AM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Su questo non concordo affatto. Ogni situazione richiede il modo corretto di comunicare. Se pensi che la tesi di laurea sia del tutto svuotata di significato, allora non ha neanche senso che ti laurei. Nel momento in cui sei davanti a una commissione (come nel momento in cui sei davanti a un tribunale, o a un colloquio di lavoro, o qualsiasi altra situazione formalizzata), se ti interessa partecipare a quell'interazione, allora devi *comunque* adattarti al formato della stessa. Sennò fai come Saddam Hussein che *non* riconosce la sovranità del tribunale che lo giudica, e fa il cazzo che gli pare.

In più: alle tesi nessuno più giudica; per quanto l'università sia sputtanata, la laurea è un momento in cui allo studente si cerca di dare (una seppur scarsa) gratificazione. Tuttavia, secondo me, deve anche mantenere una sua formalità. Sennò si finisce sempre a pizza e fichi, e buonanotte. E poi: "ve" chi? Non sei uno studente anche tu? Lo ero anche io, fino all'altro ieri. Anzi lo sono ancora. Quindi vacci piano con i "ve".

Nel chiostro vedo le stesse facce di 10 anni fa, con le stesse magliette del Che e le stesse ideologie slavate. Molte di esse non sono persone che stimo: cosa fanno per "cambiare le cose" se non blaterare ancora di comunismo e fascismo, di "fottereilsistema", di "combattereilconsumismo"? Forse sarebbe anche l'ora di aggiornare gli slogan e gli obiettivi della "rivolta".

Tu pensi che il mondo sia pieno di pecore, ma non ti accorgi dello iato tra quello che desideri anche tu e la situazione in cui ti trovi? Oggi il tempo di riflettere è per molte persone ridotto al minimo: prima ci sono le necessità primarie da curare. Lavoro, casa, cibo: se tu hai il privilegio di non affogare in queste "effigie borghesi" è, appunto, perché sei un privilegiato. La tua non è la normalità. O meglio, è una normalità quasi dannunziana: sei più snob tu, con tutte le tue ideologie antisistema, di tanta gente che cerca di mantenersi degli spazi di libero pensiero pur stretta nella morsa della normalità. E che non va in giro a pensare che "siano tutti stronzi". Come non è normalità quella di chi si presenta come candidato a una laurea e non sa come si dovrebbe comportare. Non per rispetto a un chiarissimo relatore, ma per rispetto di un'istituzione alla quale, in un modo o nell'altro, evidentemente riconosce una certa valenza, sennò non sarebbe lì a farsi laureare.

E ancora: sicuramente ci sono anche tanti relatori che non gliene frega un cazzo, ma non sono pochi che il culo sulle tesi dei propri studenti se lo fanno, che li seguono con pazienza anche se molti non sono che cucuzze vacue, cercando di pomparci dentro un po' di "grano salis". Francamente da te mi aspettavo una risposta meno stereotipata e più ramificata. L'opinione del pubblico conta, ma ci deve essere differenza tra scrivere un romanzo e scrivere una tesi, non ti pare? Questo generico atteggiamento da "fottilsistema" mi lascia un po' perplessa.

Alla discussione non è "l'alzata di testa" che è stata antipatica, ma l'incapacità della poveretta ("mentecatta", come direbbe mio padre, considerandola l'offesa maior) di comprendere il contesto in cui si trovava.

12:10 PM  
Anonymous neri ha scritto:

Yo! Fotti il sistema!

8:19 PM  
Anonymous neri ha scritto:

Ci vuole poco a farti perdere la pazienza... ad ogni buon conto: felice di contraddirmi, ti dirò

che forse un giorno mi laureerò (?),

che l'università qui è morta come le mostre sulle pietre dure,

che la studentessa probabilmente era una mentecatta, e vabbè... ma che non mi preoccuperei troppo della sacralità delle istituzioni...

che hai creato (o tu generico ma non troppo) le condizioni perché un cialtrone fosse libero di cialtronare, e allora poi non rompere i coglioni se un cialtrone cialtroneggia.

8:35 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Caro Neri,
non sono assolutamente persa la pazienza (che italiano, eh?, eh?); tu adori la battuta provocante, il commento incazzante, quindi anche il mio perdere pazienza è relativo.

Secondo me anche da una università morta e sepolta possono nascere cose positive. Qui casco nel tristo ma dipende da uno come se la vive. E' comunque un'esperienza di arricchimento. Io ho trovato tanti docenti che consideravano la docenza (nota la contraddizione in termini) come un fastidioso surplus rispetto ai convegni e congressi e libri remunerativi. MA ho anche avuto dei buoni maestri che non gliene fregava niente di tutto ciò che non era la docenza. Loro mi hanno insegnato tanto, e di questo voglio dargliene merito. Per quanto l'università, in sé, sia morta, ma comunque molto meno che in altri posti dove la "scuolasuperiorizzazione" dell'università è totale e completa.

Purtroppo un professore buono tra tanti professori merda non fa primavera, quindi per quanto uno possa opporsi all'armata dei cialtroni, essi saranno sempre di più, belli impomatati e fieri della loro laurea triennale ottenuta con 45 pagine (e 6 crediti e non più di un mese e mezzo di lavoro).

La sacralità delle istituzioni: torno a dire che puoi fare questo discorso finché non partecipi al "rituale dell'istituzione". Nel momento che sei lì, almeno un minimo di acknowledgement le va dato. E poi non penso che siano sacre, solo che fare i qualunquisti non sia la soluzione.

Tutto il mio nervosismo deriva solo dal fatto che non capisco come tu possa conciliare il tuo essere un sinistrorso-no-global-illuminato ecc. ecc. [inserisci qui definizione a piacere nella quale ti riconosci] con lo snobismo che trasuda dai tuoi post. Mi sembra una riproposizione dell'"antipatia" endemica della sinistra.

Auguri per la tua laurea.

8:55 PM  
Anonymous neri ha scritto:

sinistrorso-no-global-illuminato?
Io non parlo così!
Chi parla male pensa male, e vive male...

diceva quello.

2:43 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

...anche se sei un rompicoglioni ti vorrò sempre bene...

7:36 PM  

Posta un commento

<< Home




Tutto quello che trovate in queste pagine è a vostra libera disposizione. Fatene quello che volete, purché non a fini commerciali (dubito, ma non si sa mai).