31.5.06



Non conosco così tanto la scena della street art italiana. Non conosco così tanto il teatro. Recentemente ho visto uno spettacolo con benvenuti, al puccini, il costruttore di imperi, di boris vian. Bene, uscito dal teatro con troppi euro in meno (per un teatro che si chiama ridicolamente "off"), ho subito pensato a brecht.
Altro modo, altra potenza, altro ritmo, altra concretezza. Brecht illustra, accompagna per mano (stritolandotela, perché tu non ti distragga), spiega. Nello spettacolo di vian, molte "sensazioni", molte impressioni, ma, insomma... è "arrivato" meno.
E allora?
E allora Banksy è "l'unico artista che conosco". Ma Blu è l'unico artista italiano che io conosca... non so se c'è ancora, penso di sì, ma chi passasse da firenze farebbe bene ad andare all'elettro + (in via siena, zona isolotto mas o meno) anche solo per vedere il suo pezzo (con contributo di Run). Intanto, Blu finisce nei link...

Marina apprezza le menzioni di BB. e fa bene. Io ho perso le tracce di due copie del Me-ti, libro tanto importante (per me) quanto introvabile. Però, c'è un però, ieri ho visto che il sito della rivista la contraddizione, una simpatica banda di marxisti, ne ha degli stralci... di cui, spero sia inutile dirlo, consiglio caldamente la lettura...

30.5.06

Da rebelion.org: Uribe vince le elezioni presidenziali in colombia con il 62% dei voti. Il partito liberale, che fino ad oggi aveva rappresentato l'alternativa e l'alternanza al governo, ha preso solo il 12%. In compenso, il Polo Democratico Alternativo, la coalizione di sinistra, ha preso il 22% dei voti.
Poi, sempre su rebelion, uno va a leggere quest'altro articolo... ha votato solo il 40% della popolazione. Uribe ha vinto con un rappresentativissimo 25% dei voti totali. Hanno vinto gli astenuti? O molti non hanno avuto il coraggio di andare a votare?

Stasera alle 9 in provincia (via ginori 12) c'è un incontro sulla colombia. più notizie su indymedia.

26.5.06

Ora, non ci pigliamo per il culo: le conoscenze per fare un paio di piccoli calcoli ci sono, perché non si fanno o pubblicano o divulgano a sufficienza ricerche che dicano quanto ossigeno e quanta co2 produca in media un albero x, e di conseguenza... quanti alberi ci vorrebbero per mantenere in equilibrio una città, ad es., come firenze. Qual è il miglior rapporto spaziale in un'ottica di scala, cioè quanto ci guadagno (risparmio) a fare piccole unità verde-abitativo-traffico, o se 100 mq di verde in città non fanno proprio un cazzo anche se ci stai proprio nel mezzo a respirare seduto in fiore di loto sull'unico ceppo tagliato.
Perché magari l'effetto “salute” di 100 mq di alberi è di beneficio al massimo ad un sindacato di 6 formiche etiopi rifugiate politiche e lavoratrici, qui, precarie, essendo il verme tipico che allevano disponibile solo per 3 mesi l'anno durante la migrazione delle rondini africane (le quali spesso portano al seguito, a coppie, una noce di cocco, particolare estremamente infausto per le formiche etiopi che non di rado ne vengono schiacciate).

23.5.06

Passando di fronte ad un giardino pubblico mi convinco per un attimo che la cosa sia di un qualche beneficio per i miei polmoni. Effetti collaterali della primavera e di un ecologismo da salotto, temo difficilmente estinguibili (almeno fino a quando non passerò un po' di tempo in una qualche giungla, e rivedrò solennemente le mie opinioni sul concetto di umidità)...
socialmente siamo delle cavallette, una piaga biblica: abbiamo affinato l'arte dello sfruttamento, adeguandola ad una ricchezza materiale ed una capacità produttiva assolutamente in grado di soddisfare i bisogni primari di tutto il mondo, in modo tale che ancora i microsistemi sociali vedono polarizzazioni radicali delle ricchezze e del benessere materiali. Anche se, buona parte del successo della moderna arte dello sfruttamento è da attribuirsi ad una certa ridistribuzione del benessere materiale sotto forma di beni, i quali non contribuiscono ad un reale benessere, ma vincolano piuttosto ad un ciclo produttivo sul quale, ed ecco il punto chiave, non c'è alcun controllo, e ci viene imposto dall'alto. E nel vincolare i quasi benestanti di questa fetta di mondo nord-occidentale al ciclo produttivo, li si rende pigri schiavi psicologici irrisolti alla ribellione, e al tempo stesso, cosa drammaticamente ignorata, aguzzini dei restanti 7/8 di mondo, i quali vivono in uno spettro di condizioni socio-legali che virano dalla semidemocrazia alla schiavitù di massa tutelata con fucili e censure.
Ganzo.

18.5.06

Di cosa si parla quando si parla di sinistra?

Intanto in bolivia si fa sul serio. (La pagina è in francese) il succo:
Il 1 maggio (che paraculo) evo morales ha nazionalizzato le risorse petrolifere del paese, invertendo i rapporti... prima le compagnie prendevano l'82% e lasciavano allo stato il 18%. Ora è esattamente l'opposto.
Il ragazzo è spiritoso...

Pè mi consiglia un sito www.rebelion.org, in spagnolo. Ho dato un'occhiata ad un articolo sulla colombia, sulle farc, e sono presto scappato ad un altro sito sul quale scrive l'autore, in inglese, il monthly review.
Inoltre, avete sentito parlare di Immanuel Wallerstein? Con tutto che wu ming inizia a starmi un po' sul cazzo (come potrebbe starmi sul cazzo pè, però... ho un debito con loro che dubito ripagherò mai), in fondo ad asce di guerra c'era una citazione di wallerstein, alla luce della quale mi è sembrato piuttosto interessante. Non avessi fatto le 8 a scrivere ste cazzate sarei in libreria a cercare qualcosa di suo.
Nel frattempo: continua una semicasuale esplorazione della letteratura americana anni 30, dopo chiamalo sonno, di roth, ho finito di leggere 42° parallelo, di dos passos (citato in Le vene aperte dell'america latina), e non posso che consigliarlo. Si parla dei primi 20 anni del XX secolo negli usa, quando c'erano ancora scioperi, anarchici e socialisti... e di come siano stati sconfitti.

Sempre in merito a Le vene aperte... cercavo qualcosa sull'africa: sto leggendo ebano, di capucinscki (che non si scrive così ma non ce l'ho sotto mano). Bellissima la descrizione dello spaesamento e del cambio di prospettiva dei soldati africani cui mai prima della seconda guerra mondiale era stato permesso di uscire dall'africa, una volta di fronte alle macerie dell'europa in cui i bianchi si ammazzano tra di loro e non sembrano più così intoccabili. (Ne l'arcobaleno della gravità di Pynchon che solo marina conosco che se l'è letto tutto si parla di un corpo di soldati afrikans dell'esercito tedesco... ma tanto quello è uno dei libri più allucinati che esistano).

Sul versante musica, già che ci siamo, mum, plaid, ellen allien, fred buscaglione, e dopo il leggendario concerto dei deus, i milionaire. Ovviamente sapete come far partire emule...

16.5.06

Top 25 medications

1. VIAGRA

2. CIALIS

3. VIAGRA SOFT TABS

4. CIALIS SOFT TABS

5. VALIUM

6. XANAX

7. AMBIEN

8. MERIDIA

9. PROPECIA

10. SOMA

11. TRAMADOL

12. AMOXICILLIN

13. ACYCLOVIR

14. ATIVAN

15. CELEBREX

16. GLUCOPHAGE

17. LASIX

18. LIPITOR

19. PAXIL

20. PENICILLIN

21. PROZAC

22. ZOLOFT

Questo secondo il sito inurketosee.com. Mi sono tolto lo sfizio di vedere dove portasse il collegamento presente in uno spammone di quelli che ne arrivano 90 al giorno, con tutta una serie di tecniche reiterate e modificate (inutilmente) per ingannare i blocca-spam (ma thunderbird continua gentilemente a cestinarle come e meglio di una segretaria di bagno a ripoli con aspirazioni da gran signora: non ne fanno più di segretarie come nei romanzi di dos Passos).

Porta a comprare pillole che ti fanno rizzare il cazzo se non ti si rizza più (appena uno una volta non gli si rizza, giù pasticconi vasocostrittori, al punto che qualcuno inizia a prenderli a prescindere solo per migliorare la prestazione. Chissà se usano il cronometro ufficiale da gara), pillole per tranquillizzarsi e togliersi l'ansia (stordirsi come scimmie), pillole per i dolori da artrite e chissà quante altre pillole magiche.

Boia quanto è stata rincoglionita la gente. Ma gli americani sono tutti così fessi? Secondo me poi funzionano anche qui quelle mail. Che tristezza.

Almeno un tempo c'era gente che credeva nel socialismo come modo per uscire dalla miseria, e non solo dalla propria miseria. Per migliorare le cose a tutti. Nel socialismo, nell'anarchia in pratica, nel cambiare la società, tutta la società. Adesso questo ce lo siamo perso per strada, io ho fatto in tempo a vedere la mano del socialismo che spariva sottacqua mentre il comunismo in un decennio annegava. Ma quelli che verranno dopo dove li troveranno gli esempi? L'ispirazione, un po' di coraggio ad alzare la testa contro le ingiustizie, le merdate che si ingollano troppo spesso, l'arroganza di un potere che non è più abituato a sentirsi contestare, a partire dallo sfigato vigile di strada che si sente un dio in terra nonostante faccia un lavoro vilissimo, raccoglie i balzelli che il Comune estorce per cercare di mantenere attivo un bilancio disastroso.

Il coraggio, e il senso di sé che ci vuole, e non è tanto. No, si lascia più facilmente solo chi alza la testa, ci si fa spezzare dalle guardie, il pueblo unido si è visto molto di rado (anche in quei casi non è sempre stato un bello spettacolo).

8.5.06

Tante le cose da scrivere, poca la testa. Marginalia: mono-ubuntu sul fu-mac.




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