10.3.06

Cara Veronica,
le fiabe con gli animali sono pericolose. Gli animali hanno, prima di ogni altra cosa, una loro natura. Da un leone (animale esemplare per eccellenza) ci si aspetta che sia forte e coraggioso, per figura retorica lo potremo avere debole e timoroso, ma resta pur sempre vincolato ad oscillare tra estremi già dati. Ma vincolando il carattere e quindi l’essenza ci si perde la possibilità logica dello sviluppo, della crescita, della modifica attraverso il rapporto. Cosa c’è di più avvilente della favola di Esopo della rana e dello scorpione? Lo scorpione non può fare a meno di pungere la rana che lo trasporta attraverso un corso d’acqua, anche se questo gli procurerà la morte: “e che ci vo’ fa’, è la mi’ natura”. Certo la natura dello scorpione è quella di pungere la rana e annegare con lei, peccato che non si parli di educazione alla zoologia, ma sempre e comunque di esseri umani.
Voler vedere la natura degli esseri umani, in primo luogo, e volerla vedere in termini statici, definitorii, è quanto di più schifoso si possa fare; non ne viene fuori neppure un discorso del tipo “tu sei servo, e servo devi restare”. Nella natura è già inclusa la lex che non è una lex perché non la si può infrangere, la necessità. Il passo è breve: “tu sei servo” diventa un assoluto dal quale non si può scappare, tanto più perché non si pensa neppure di poter scappare. [Le prigioni più restrittive sono quelle che abbiamo in da capa].
Certo, non è l’animale il male assoluto, ci mancherebbe. Dipende dall’uso che se ne fa. Ma anche in Orwell, dove la allegoria humanitatis è tanto più spinta, il cavallo è il cavallo e i maiali sono i maiali. E non si scappa, né si assiste ad un bue che diventa maiale, o ad un maiale che diventa cane. Il problema rientra nell’ambito ben più grande della narratologia formale oppure dialettica, degli attori rigidamente caratterizzati (inevitabilmente delle macchiette, alla prova dei fatti) o degli attori dinamici, che mutano e si sviluppano in relazione agli eventi, ai rapporti che intessono, in relazione al loro ambiente.
Restando agli animali:
-ehi, leone, ma tu hai smesso di mangiare carne!
-eh, rana-dalla-bocca-larga, ma io non sono un leone [si toglie il cappuccio del costume, appare un giovane], sono un uomo.

9 Comments:

Anonymous Forse-Veronica ha scritto:

Caro Neri,
alcuni passaggi di questa riflessione meritano un approfondimento di persona, da farsi fissandosi nelle palle degli occhi. Per il resto ti offro la mia riflessione: la nostra parte istintuale è da avvicinare a quella degli animali? Allora il nostro essere umani significa, in larga parte, reprimere tali istinti per vivere "nella società", secondo le sue regole? Io non credo che questi siano esattamente i termini della questione, però ritengo che esistano scelte forse di comodo, forse consequenziali a quanto ci succede nella vita, che finiscono per porre in secondo piano l'istinto. Che però è lì, langue ma sopravvive come - per abusare di una metafora banale - la brace sotto la cenere.
Mi trovo a pensare che la vita, per quanto uno si possa ribellare, è come un librogame: tu hai l'illusione di scegliere, ma in realtà, se "distendi" su un piano la tessitura in apparenza tridimensionale del libro, scopri che è già tutto scritto e tutto previsto.
Quindi: c'è chi si ribella e getta via il libro, e chi si "incanala", gioca secondo le regole (quali regole? boh)... e poi ci sono momenti in cui le sinusoidali si sovrappongono, e succedono cose potenti.
Qui non esistono macchiette o stereotipi; esistono però gli stereotipi che vogliamo vedere, ai quali ci appoggiamo per dare un'interpretazione più facile di cose che non sempre capiamo. E allora cerchiamo un grimaldello per capire le cose e le persone, che talvolta si manifesta come "cartellino" da appiccicare al leone o al ranocchio. Così noi ci mettiamo la coscienza in pace; il leone è un leone, il ranocchio è un ranocchio; ognuno di loro fa quello che ci aspetteremmo, e la nostra realtà ritorna salda e coerente. Ma se guardi dietro il cartellino, dietro lo specchio, trovi, appunto, la *persona*. Leone e ranocchio cessano di esistere per lasciare spazio, anche solo per una frazione di istante, al puro incontro di sinusoidali.

11:00 PM  
Blogger neri ha scritto:

Forse-Veronica, il post è indirizzato ad una veronica senza forse. Il che non preclude incontri a pallate negli occhi, per quanto dolorosi, ma vorrei capire a chi mi sto rivolgendo. Poi, la questione istinti, sì, certo, altro che pallate negli occhi. Scrivo la tesi, prometto, poi ne faccio un riassunto e ne riparliamo.
Se invece hai le calze a strisce fuxia, ti aspetto fuori :)

2:23 PM  
Blogger neri ha scritto:

e comunque, io non voglio le persone "solo per un istante". Sono esigente.

2:24 PM  
Anonymous Una-delle-Veroniche ha scritto:

Beh, se non ho capito un emerito ca%$&%$o e non sono la Veronica giusta, pazienza. Lo sai, ormai gioco senza maschere.. anche se talvolta è doloroso.

7:19 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Non-Veronica:"[...]Ma quando sotto il sole si son contati i morti/ solo noi c'eravamo - E la mappa ingiallita / di un sogno trafugato stringevam fra le dita". Tanto per tirare su il morale...

10:44 AM  
Blogger neri ha scritto:

Questa distinzione fuzzy del mondo in veroniche e non veroniche sta prendendo sfumature demenziali.
E poi, non colgo la citazione, però il morale lo tira su proprio alla grande. Ancora non ho intenzione di scrivere di ieri, il bar di lettere sgomberato, 41 (41!!!!!) arresti a milano presumibilmente con l'accusa di devastazione e saccheggio (8-15 anni). Bè, buon giorno insomma.

1:09 PM  
Anonymous Quasi-Veronica ha scritto:

Controcommento sulla fuzzyness: proprio adesso che finalmente mi sento meno fuzzy del solito... :-)

Per quel che riguarda Milano: we are going of nothing (si va di nulla)... e anche a Parigi non hanno scherzato. Ma tranquillo, è solo un'impressione, una fotografia a tinte seppiate del satellite *comunista*, in realtà va tutto alla grande, siamo in netta ripresa, il PIL (anzi il PILLU, come dice l'amabile suocero) è aumentato nell'ultimo trimestre del 0,4%... ormai l'Italia è lanciata alla conquista del globo!!

4:48 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Forse del globo no, ma di qualche altra pallata negli occhi sì...
Poi: "non-Veronica" nel senso che non mi piace la corrida.
E non mi piacciono neppure le bombe-carta coi bulloni. A Parigi c'era un senso preciso (ragazzi licenziabili senza nessun diritto e nessuna garanzia nei primi due anni di lavoro)che per Milano mi sfugge.
Ah, era un'autocitazione, giusta, appunto, per il morale. Besos, moth.

12:42 PM  
Blogger neri ha scritto:

Allora, io non ci capisco un cazzo. Che c'entra la corrida, moth? Magari è il sonno, non discuto, ma neppure capisco. Le bombe carta coi bulloni non piacciono neanche a me. Secondo onemoreblog si può parlare serenamente di infiltrati a milano come a genova 2001, come in quasi tutte le manifestazioni tese in periodi tesi come oggi. Non sono per le auto in fiamme (anche se mi viene in mente la 1100 di rino gaetano e un po' a quel pensiero me la ghigno), secondo me la manifestazione di milano è andata a schifo: non ha impedito quella dei fasci, ha fatto il gioco della destra parlamentare tutta. Ma!
Ma una azione forte contro la manifestazione della fiamma tricoglione andava fatta. Peccato per come sia andata. E la sinistra parlamentare, il centrosinistra, chiamalo come ti pare, ha preso delle posizioni molto blande, molto. Fassino è andato a solidarizzare con le forze dell'ordine. Ora: le foto (ah, la dimensione spettacolare!) mostrano tanti autonomi cattivi e tanti poliziotti che cercano di mantenere l'ordine. Ma delle foto mi sarei anche un po' rotto le palle. Carlo Giuliani è morto per un sasso che ha deviato il colpo sparato in aria da placanica, dicevano. MADDAI!
Insomma, anch'io ho dei dubbi su milano, ma non voglio trasformarli in giudizi e accuse (non che con questo voglia dire che tu lo stia facendo, sia ben chiaro). L'esigenza di fondo la riconosco mia, le modalità generiche (manifestazione non autorizzata) non mi turbano, vorrei saperne di più sulle bombe carta, gli infiltrati, etc.
Un altro problema è che il livello di distacco dalle istituzioni è fortissimo perché le istituzioni (in questo caso intendo il centro sinistra) fanno cacare. Capisco chi si sente "solo" ad affermare la propria esigenza di vivere in un altro modo la vita. Che poi non è solo, cerca persone altrettanto disgustate, arrabbiate, attive, creative, e cerca di fare qualcosa. Magari un centro sociale, un'occupazione, esperimenti di vita dove il denaro non è l'unico mediatore dei rapporti.
Da qui si arriva anche al discorso "in piazza", specie quando a milano i fascisti possono andare tranquillamente in giro ad accoltellare la gente, perché hanno pure il culo parato dal centrodestra e magari presto avranno dei parlamentari. E non solo a milano il clima di impunità aumenta. FIrenze, magari, è un'isola felice (seeeeee) e ce ne accorgiamo poco, ma la situazione è brutta. Venerdì notte a lettere hanno sgomberato, SU RICHIESTA DEL FUAN, il bar autogestito degli studenti: preside e rettore supini e conniventi.
Insomma: la situazione è tesa, si cercheranno pallonate mediatiche con cui distrarre/eccitare il gregge, si provocherà e si cadrà nelle provocazioni, ahimè, si protesterà e si finirà denunciati e infamati dai giornali che subito aspettano la preda sanguinante da sbranare.
Ah! L'anarchico Pinelli ha messo una bomba!
Perché ci ricordiamo di queste cose passate, e poi non riusciamo a guardare con gli stessi occhi quello che succede oggi?

4:17 PM  

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