24.2.06

Due giorni, due spiriti.

Parlare, confrontarsi, ascoltare, ridere.

Ego, sovrastare, escludere, isolarsi.

Ma a questo giro una soddisfazione: calmo come un fottutissimo budda di trecento chili osservo, e non me la rido.

In tutto questo il fratellino irpino è partito per malaga. Lo saluto con tutto l'amore del mondo, invece. Hasta pronto, sto leggendo Las venas abiertas.

22.2.06

Si ragionava del perché scrivo qui. Perché scelgo una forma di comunicazione così impersonale per raccontare anche e spesso del mio personale. E' per questo che recentemente ho scritto molto meno. In questo momento però ho bisogno di comunicare, è presto, non sono nemmeno le 10, non me la sento di rompere i coglioni a nessuno che o dorme o sta lavorando, e ho bisogno di una parvenza di comunicazione, perché sennò impazzisco. Ergo --> scrivo qui. Terapeutico, calmante, palliativo. E' un modo di buttare fuori un attimo piuttosto protratto di angoscia, sarei molto più contento di poter guardare in faccia qualcuno, dirglielo, e sentirmi dire: tranquillo, ti capisco, tutto a posto. Ma questo al momento non si dà.

21.2.06

mentre scrivo la tesi e penso preparo un trittico della rinascita che non so manco che ne verrà fuori passo da wikipedia e scopro che oggi, nel 1848, marx pubblica il manifesto del partito comunista. Poteva essere una giornata decisamente peggiore, tutto sommato.
Nel frattempo ascolto gli Zebda, gruppo francese che ha, tra le altre cose, rifatto tutto una serie di canzoni della resistenza, canzoni popolari etc. Non avevo guardato la scaletta, quando è arrivata bella ciao rifatta manouche ero commosso (e ho pensato immediatamente di passarla ai tommasi), quando ho sentito questa versione della cucaracha mi sono spezzato...

La cucaracha, la cucaracha,
ya no puede caminar,
porque no tiene, porque le falta
marijuana que fumar...

Nel senso, il testo della canzone originale è abbastanza truce, con sta povera bestia che non può camminare perché non c'ha una zampa... almeno in questo caso il motivo della paràlasi, per quanto drammatico, è un po' meno grave. Ps: spererei in una correzione bozze della mia ispanofona preferita.
Avancio pòpolo, alla riscossa...

9.2.06

Ascoltavo Laura raccontarmi della vita politica fiorentina, della sua vita, degli amici, delle opere e delle disgregazioni. Come un bambino, quasi. L'intreccio di relazioni politiche e relazioni sentimentali, caotico, fondativo, distruttivo. Le diverse esperienze, le occupazioni, chi ha bisogno e chi meno, i diversi modi di rapportarsi al proprio contesto, gli eventi, il 13 novembre del 1999, data dirimente, manifestazione al consolato usa contro la guerra spaccata dalla carica indiscriminata e violenta della polizia, un ragazzino delle superiori (l'a.) che viene pestato a tal punto che si risveglia solo in ospedale, l'occupazione successiva della sede dei DS vicino a porta al prato.
Io ero altrove. Ora cerco di capire, ma è un lavoraccio. Ricostruirò un po' di questa storia, ovvìa.




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