15.1.06

Serata epica. In tutto questo, mi sono anche trovato a parlare di mia madre come non avevo mai fatto: avevo capito e compreso il processo tramite cui è arrivata a distaccarsi sempre più dall'università, cosa ha voluto dire in termini "pratici" questo distacco per lei, il fatto che prima per i suoi corsi studiasse molto di più, ci mettesse più impegno e più gusto perché poteva fare tutto il suo discorso bello ampio su Balzac, o sul romanzo gotico, studiando la cosa a fondo, per mesi e condividendola/riversandola con/su gli studenti, mentre ora è quasi costretta a mettere insieme due tre cose, magari interessanti, ma senza tutto l'approfondimento che poteva concedersi prima. Insomma, l'ho visto come una storia, come un processo, mi sono ricordato di quando mi parlava anni fa dei suoi corsi, e di come me ne parla oggi, ho messo insieme le due cose, e le ho viste un po' più... umanamente? Partecipativamente? Non so. Però ho avuto l'impressione di capirla meglio, la mia mamma, ed è stato un bel momento, anche perché lo stavo condividendo in una bella serata.
Devo ammettere che ero svenuto da poco e avevo picchiato una testata che mi ha svoltato la serata. Forse vale la pena raccontare anche questo: siamo in cucina, A. sbianca. Si alza, viene dietro a me che sono seduto e sento che appoggia le mani sulle mie spalle. Non ha l'aria di stare per vomitarmi sul collo, ma neppure di una stella alpina. Dopo poco sente il richiamo, e sobriamente si dirige in bagno. Io, premuroso e fiero di poter dare il mio indispensabile aiuto qualora serva, mi alzo di scatto e vado a raggiungerla. Apro la porta del bagno, e la vedo, da brava yogi, che vomita squadriversa nel cesso con la schiena drittissima e i gomiti stesi, dopodiché Laura, Lorenzo e Cosimo mi guardano dall'alto chiedendomi se è tutto a posto. Io sorrido, sento un piacevole calore che si irradia dalla nuca e sorrido, senza del tutto capire perché loro sono così in alto ma pure senza che la cosa sia un problema. Resto ancora un po' sdraiato, solo sollevo i piedi perché laura possa concedere un po' di intimità ad anna, chiudendo la porta del bagno. La conversazione va avanti fino a che a. non esce dal bagno, poi tutti le si stringono attorno e la portano a sedersi in salotto. Io continuo a sorridere, e con movimenti vermotropici di contrazione e distensione dell'addome riesco a poggiare la schiena al muro, e infine a tirarmi su e raggiungerli. Dopodiché ho passato la serata a ridere.
Qualcuno ha proposto di darmi più spesso botte in testa...
PS: fico! posso integrare il mio diario con il blog e viceversa, ecco uno dei vantaggi del tenere un diario sul computer...

3 Comments:

Anonymous Anonimo ha scritto:

Da mamma, non posso che applaudire a questo post e preoccuparmi per questo svenimento... Bacio, non ti trascurare ;-)
Mummy

7:44 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Cazzo, non ho capito niente, a parte che... grazie Neri, vale la pena di essere tua madre anche solo per questo. Condivido gli interrogativi di mummy. Cosa c'è dietro tutti questi malori? Spero, eventualmente, solo cose belle. Non sono abituata a un linguaggio disinvolto, ma insomma, sto cercando di telefonarti e non ti trovo e capisco tutto ma... fatti sentire. Ringrazio il blog, in cui riappari miracolosamente, anche se un po' rincoglionito da "botte in testa" (?)reali o metaforiche? Basta così. Ma sto pensando che studierò per me... Moth.

10:51 PM  
Blogger cassandra ha scritto:

Neeeri...
please... lo sai quanto riesco ad essere apprensiva, vero?

(l'ho provata anch'io, qualche volta, quella sensazione di partecipazione col prof. Fa effetto, ma ti senti anche meglio, quando ti sembra di capire... vero?)

11:41 PM  

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