7.1.06

Autocoscienza (o di come hegel e freud mi facciano una sega)

Dovrei scrivere di venaus, di che bella esperienza sia stata, ma non ce la faccio. Il mio legame col blog si è allentato, così come quello con il computer in generale. Sto più tempo fuori da casa. Uso il computer per studiare. E vengo sopraffatto, alle volte, da una violenta ipersensibilità. Insicurezza. E però non sempre è così. C'è chi vede tutto in termini di dominanza-ruoli-dinamiche, c'è chi vede tutto in termini di calore-distanza. Io sono ipersensibile, quasi si parlasse di un tessuto organico. Ho bisogno di dimostrazioni di affetto e/o umanità, una pacca sulla spalla che non sia solo un gesto formale, o un sorriso perché si è pensato entrambi la stessa cosa. Mi capita di rado. A momenti mi è capitato. Ora ne sento un attimo la mancanza.
Sono io che non penso come gli altri, o magari non penso e basta. Un insetto alieno ha messo delle larve sotto la mia pelle e quelle si sono mangiate il mio cervello, sostituendosi ad esso. Questo spiegherebbe l'espressione di alcune persone, in effetti, che sembra stiano parlando con una larva. Aliena.
Per dire a tratti, nei momenti migliori, come mi sento. Poi ogni tanto mi butto giù, ma lasciamo stare...
No, però sto bene.
Sì, certo.
Il punto è che magari è solo una paranoia mia, magari le persone non mi guardano come un alieno, o anche se lo fanno (cosa che non riesco a stabilire con sicurezza, visto che una volta sembra sorridano e una volta sembrano relazionarsi ad uno yeti-beta di gargulon 4°), anche se lo fanno dovrei fottermene un po' di più. Ma me ne fotto di più se sto bene, se sono pieno. Se non sono tanto pieno, cioè se so sgonfio (leggere alla romana), allora non solo non me ne fotto, ma diventa un problema.
Mi imparanoio perché non sento comunicazione, e l'unica comunicazione che sento è quasi indifferenza. Per fortuna, si fa per dire, mi rendo conto che non sono il solo in quella condizione, il che mi permette poi di oggettivare, estrarre e confrontare, relativizzare. Posso leggere anche in altre persone, a momenti, quel disagio. Ma sapendo che può esserci altro, oltre al disagio, me ne dispiaccio.
Cosa devo fare, per vedere un po' di gioia attorno a me? Sono come il bambino che interiorizza i conflitti dei genitori come se dipendessero da lui. Tra parentesi, che sfiga il bambino. Solo che io alle volte non riesco nemmeno a capire se ci sono i conflitti oppure sono una proiezione mia, però anche il solo fatto che mi trovi con questo disagio è sintomatico di una situazione poco equilibrata. Il problema è se lo squilibrio è oggettivo, soggettivo, o reale (cioè sia soggettivo che oggettivo). Sì, perché stare a chiedersi tutte queste cose è già in sé il disagio, la mancanza di chiarezza, che dipenda dalla nebbia torbida o dalla visione offuscata, rompe comunque il cazzo, per dirla con Freud.
Bah, meglio, meglio. Un bacio.

5 Comments:

Anonymous Anonimo ha scritto:

ma più che un commento, oggettivamente sei uno deipochi al mondo che riesce a scrivere post incommentabili, ti posso dire kiama che ci facimmo na' kiakkerata... un abbraccio dal tuo (seppur sporadico in presenza) affezionato amico (alieno almeno quanto te)peppe

3:53 PM  
Blogger cassandra ha scritto:

..ecco quando fai così mi viene l'agitazione: avrò fatto/detto qualcosa? Avrò fatto/detto abbastanza? Nel senso, sono abbastanza presente per un mio amico così presente? Io ci spero, comunque -lo sai vero?- se ti serve batti un colpo e io accorro.
;-) bacio C.

4:05 PM  
Anonymous Garnant ha scritto:

L'amica C. così sintetizzò sensazioni simili: in questi giorni mi sento un insetto di Kafka.

12:06 PM  
Blogger neri ha scritto:

Che dire, in questo momento il mio cruccio più grande è non avere un accendino, fate voi. E comunque così mi sento quasi una piccola (?) merda, mica voglio far preoccupare nessuno. E poi, C., la sensazione so che la conosci benissimo pure tu. E tu, Peppo, ci sei sempre e comunque, e spero tu lo sappia.
E, carissima G., ti è cresciuto un carapace sulla schiena? Attribuiresti a questo eventuali goffaggini sociali? Se iniziassi io ad andare a giro con un guscio verde sulla schiena almeno avrei una scusante?

12:57 AM  
Blogger cassandra ha scritto:

certo che conosco la sensazione. Per questo mi agitavo... ;-)
battute a parte, è ricominciato yoga vero? e bisogna pure ripagare vero? I'll see you next week then...
bacio
C.

11:32 PM  

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