22.11.05

temo l'incomprensione ma ci provo lo stesso

Sono due giorni che non riesco a togliermi quella faccia dalla testa. Capita di sentirmi ragionare sulla molteplicità identitaria, niente di originale beninteso, la cosa mi affascina tanto quanto poco sono propenso a determinarmi in un'unica soluzione, eppure la manifestazione di un'altra persona all'interno (?) di una già conosciuta mi stordisce, un evento cosmico al pari della morte di una stella.
La conoscenza del proprio corpo è estremamente difficile da comunicare verbalmente, la conoscenza altrui può non passare dalle potenzialità del corpo? Due sere fa, B. mi ha fatto conoscere qualcosa di lei che non conoscevo, non immaginavo né sospettavo, semplicemente cambiando posizione. Ho visto un altro volto, un volto che non sapevo B. possedesse, del tutto nuovo ai miei occhi, del tutto alieno all'immagine di lei che avevo. E' stato uno dei momenti di maggior intimità che abbia mai avuto.
E ho l'impressione di non riuscire a rendere l'idea.
Fate yoga. Fate arti marziali. Fate qualsiasi cosa vi porti a controllare ogni singolo muscolo e il vostro respiro. Così, tanto per non essere invadente.
Che poi ho l'ìmpressione che qualcuno mi stia per chiedere: ma aveva un cazzo di trenta centimetri? No, non è la moglie del soldato, non è niente del genere.
Fate conto di conoscere qualcuno. Avete presente certe espressioni, tipo "scoprire il vero volto di...": ecco, solitamente si usano in senso metaforico, non si parla quasi mai di volti veri e propri, eppure la metafora ha un suo radicamento della carne, e io ho scoperto, o meglio, ho avuto l'onore di assistere, ad uno dei volti di B. Un volto che in anni di conoscenza non avevo neppure avuto il sentore che lei potesse avere (alla faccia di millantate sensibilità e lungimiranze e chiaroveggenze varie). E se un'esperienza del genere non l'avete fatta anche voi, sono cazzi miei, perché non mi capirà nessuno...




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