29.11.05

Attenzione, attenzione!

Errori 0. Scritto per la patente superato!
In barba a tutti gli adolescenti brufolosi che c'erano!
Alcuni hanno pure cercato di rimorchiarmi: che sfrontati! Ma mi è bastato dichiarare l'età per farli indietreggiare e rinfoderare il cellulare in tasca senza il mio numero di telefono...
Bene, vi saluto perchè fra poco dovrò trascinare le mie vecchie chiappe di ventisettenne a lavoro!

27.11.05

L'errore 404 più triste del mondo, roba che marvin the paranoid android è niente in confronto. E comunque, come ricordava pido, la risposta è 43.

Darwin, director's cut

Quando madama moratti decise di cassare darwin e l'evoluzionismo qualcuno se ne ebbe a male. Fu istituita una commissione con a capo R.L.Montalcini (per la gioia di martina, immagino). La commissione produsse un documento che fu inviato al ministero teologico popolare della pubblica istruzione. Qualcuno, neanche a dirlo, ha ben visto di "editare" giusto un po' il documento. Solo un esempio:

RACCOMANDAZIONI GENERALI
Alla fine del 1° ciclo si dovrebbe aver trasmesso agli studenti una comprensione dei seguenti concetti basilari della scienza:
1. La scienza è una delle due forme più alte della cultura umana;
2. Universalità delle caratteristiche essenziali del pensiero e della prassi scientifica;
3. Responsabilità della scienza;
4. Essenzialità dell’evoluzione al fenomeno vita.

risultano così trasformati:

– le scienze hanno un ruolo essenziale nei processi produttivi;
– il metodo delle scienze è uno strumento universale per la conoscenza della realtà empirica: i giovani devono imparare ad esaminare i dati acquisiti dalle materie scientifiche, correlandoli a ipotesi e teorie;
– lo studio dell’evoluzione è essenziale per una visione olistica del fenomeno vita.

Vorrei far notare che "le scienze hanno un ruolo essenziale nei processi produttivi" è una citazione, rozza e troppo vaga, del Capitale (sì, quello di marx, se non sbaglio dal terzo libro).
La storia, comunque, la trovate qui.
Che dire? Manica di buffoni? No... l'evoluzionismo è un pericolo vero, per questa gente. Forse solo un piccolo pericolo, una spina nel culo, ma di certo può ancora risultare fastidioso. Altre modalità/forme di conoscenza dialettiche sono state screditate e sbeffeggiate dall'arroganza del profitto a breve termine, ma l'evoluzionismo si sottrae alla disputa. La caduta del muro di berlino può valere come giustificazione per un sacco di voltagabbana, ma non per dei paleontologi o dei genetisti.
La rivoluzione darwinista è vicina... finisco la tesi.

26.11.05

Ho sonno...

Allora, ecco cosa mi perdo stasera: concerto di Raumschmiere al Ministry (nome iperpompone per la casa del popolo dell'antella, alé), peccato, concerto degli arde core alla flog (il brillante ggioco de parole nasconde un gruppo che canta stornelli rivisitati), un tè con JJ, l'ottavo della giornata nel caso avessi accettato, in realtà mi faceva piacere vederla ma gna fo, un passaggio al volo al Cecco Rivolta (Cecco per gli amici) con una delle vagine volanti e uno del cecco. Sembra un linguaggio in codice? Lo è: una parte marginale ma intensa della popolazione per lo più giovanile vive di questo linguaggio: centri sociali, resistenza, forme di vita altre, studi di genere, antagonismo, più x e meno y. Ci si identifica anche, se non soprattutto, per la capacità di orientarsi in un linguaggio di nicchia, capacità che viene da una pratica e da una consuetudine di vita in quel "circuito" (una certa paraculaggine aiuta). Si intrecciano i percorsi di vita di figli di di tutti i tipi, figli di borghesi di buona famiglia, benestanti se non ricchi, nonostante la crisi, proletari scopertisi miliardari, miliardari scopertisi poveracci senza na lira, e poveracci senza na lira né ora né prima. Figli di, quasi nessuno è già per sé. Eppure l'unica percezione di una possibilità creativa, se non di cambiamento, la infraintuisco qui, in questi ambienti. Occupare una casa, paradossalmente, fatto da dei ragazzini e delle ragazzine, è un gesto creativo. E' una rielaborazione dell'arte precedente, è un atto creativo.
Così, per dire.

24.11.05

bella storia!

Dopo una lunga latitanza dettata da studio ferreo, scadenze incombenti ed intensa ed appagante vita sociale (tipo "...cioè,faccio cose,vedo ggente... ") ho deciso di aggiornare il mio blog e di fare un saltino da queste parti.
A leggere di fila tutti gli ultimi post mi è venuto il dubbio che questo blog fosse posseduto dallo spirito di un rapper: sesso acrobatico e folli spese in beni di lusso!

p.s.spero che nessuno la prenda per il verso sbagliato perchè ho trovato tutto molto divertente.
p.p.s.torno presto perchè ho tante cosine interessanti da raccontare...

22.11.05

temo l'incomprensione ma ci provo lo stesso

Sono due giorni che non riesco a togliermi quella faccia dalla testa. Capita di sentirmi ragionare sulla molteplicità identitaria, niente di originale beninteso, la cosa mi affascina tanto quanto poco sono propenso a determinarmi in un'unica soluzione, eppure la manifestazione di un'altra persona all'interno (?) di una già conosciuta mi stordisce, un evento cosmico al pari della morte di una stella.
La conoscenza del proprio corpo è estremamente difficile da comunicare verbalmente, la conoscenza altrui può non passare dalle potenzialità del corpo? Due sere fa, B. mi ha fatto conoscere qualcosa di lei che non conoscevo, non immaginavo né sospettavo, semplicemente cambiando posizione. Ho visto un altro volto, un volto che non sapevo B. possedesse, del tutto nuovo ai miei occhi, del tutto alieno all'immagine di lei che avevo. E' stato uno dei momenti di maggior intimità che abbia mai avuto.
E ho l'impressione di non riuscire a rendere l'idea.
Fate yoga. Fate arti marziali. Fate qualsiasi cosa vi porti a controllare ogni singolo muscolo e il vostro respiro. Così, tanto per non essere invadente.
Che poi ho l'ìmpressione che qualcuno mi stia per chiedere: ma aveva un cazzo di trenta centimetri? No, non è la moglie del soldato, non è niente del genere.
Fate conto di conoscere qualcuno. Avete presente certe espressioni, tipo "scoprire il vero volto di...": ecco, solitamente si usano in senso metaforico, non si parla quasi mai di volti veri e propri, eppure la metafora ha un suo radicamento della carne, e io ho scoperto, o meglio, ho avuto l'onore di assistere, ad uno dei volti di B. Un volto che in anni di conoscenza non avevo neppure avuto il sentore che lei potesse avere (alla faccia di millantate sensibilità e lungimiranze e chiaroveggenze varie). E se un'esperienza del genere non l'avete fatta anche voi, sono cazzi miei, perché non mi capirà nessuno...

19.11.05

Ora che lo stronzo è tornato mi sento un attimo meglio. E potrei iniziare a declamare le finezze (da fighetto) dell'ibook, ovviamente scrivendo dal pc windoz. Tipo: il riconoscimento vocale integrato, la gestione muy semplice dell'installazione e disinstallazione delle applicazioni, la gestione delle finestre. Mister tamburino non ho voglia di scherzare, quando tirerò il sospiro di sollievo mi svuoterò come una cornamusa. Down, ecco che arriva il calo. E stasera, fiati sprecati al cpa, ci vediamo là.

Hanno trovato Pablo

Pablo è vivo

18.11.05

Io lo capisco

Io lo capisco pablo. Da adolescente anch'io nottetempo prendevo e andavo a farmi le mie passeggiate, mentre mia madre dormiva. Non avevo sonno, non avevo voglia di restare a casa, facevo due passi fino a san domenico su per la fiesolana vecchia, o per via della piazzola. Lo capisco, momenti di irrequietudine, momenti che c'è la luna piena e ti prende bene, momenti che devi preparare l'interrogazione di latino. Succede (magari Pablo a latino non ha problemi). Però cazzo, mia madre non se ne è mai accorta (aspetto conferma). Ieri quello stronzo con tre zampe e mezzo se ne è andato, insieme a polenta. Ieri sera Polenta era fuori dal cancello. Pablo? Con tutti i cinghiali che ci sono a giro, sarà a ballare con loro.
Poi me lo bocciano a latino...

[per rilassarmi ieri sera ho visto un po' della principessa mononoke, con un'amica evidentemente disabituata alle scene di violenza. Quel film è decisamente crudo. Un capolavoro. E anche l'audio dell'iBook è un capolavoro. Ve l'avevo detto che ho un iBook?]

17.11.05

Il gusto di contraddirsi

Mac. Computer da fighetti.
Mai e poi mai un mac. Scrisse lui dalla tastiera di un iBook. Devo dire che dà una certa soddisfazione aprire il terminale e venire salutati da un simpatico "Welcome to Darwin", nome dell'attuale versione del sistema operativo Apple. Almeno, a me la dà. Capisco che a Bush potrebbe far venire un infarto, ma immagino non sappia neanche cosa sia il terminale, per cui anche stavolta è andata male. Aspettiamo il prossimo pretzel.

15.11.05

sgomberi e solidarietà

Ore 10. Le compagne e i compagni della scuola materna occupata margherita fasolo sono per lo più usciti, impegnat* nelle loro vite integrate ma non troppo. Alla fasolo sono rimast* in poch**, quando 4 auto della polizia municipale si parcheggiano in fondo alla bolognese vecchia, chiudendo la strada al traffico. La vedetta di guardia avverte le altre, le compagne fuoriuscite vengono richiamate, ci si prepara ad uno sgombero stupefacentemente tempestivo, vigili ma non nel panico.
Ma la polizia municipale non fa niente. Ci sono scambi di sguardi tra la vedetta e un vigile, preoccupata l'una, ghignante l'altro. Si chiude la porta antisgombero (che è tanto bellina ma che secondo me non reggerebbe molto...), si continua a sorvegliare i sorveglianti. I vigili parlano nelle loro radio, parlano tra di loro, qualcuno probabilmente sghignazza.
Ore 11. Una signora passa, e informa, finalmente, le compagne: un branco di 25-30 cinghiali sta imperversando nei pressi di quel tratto di via bolognese, è stata organizzata una battuta di caccia, per sicurezza si è bloccata la strada. Le compagne, in maggioranza vegetariane quando non vegane, levano un grido: Solidarietà ai compagni cinghiali!

*(assumiamo che siano tutte donne per bieca cavalleria maschilista e pigrizia asteriscale)

14.11.05

Le vagine volanti alla conquista della lastra

Torno a casa, più contento del solito, perché hanno occupato un'asilo vuoto da anni, proprio "sotto" casa mia. Sotto vuol dire un chilometro e mezzo, come Peppo sa bene essendosela fatta a piedi fin troppe volte, ma non abito in centro, mettiamola così. Lo racconto alla zia, stanca morta, che recepisce qualcosa anche attraverso lo standby sensoriale. Me ne torno nella tana, la porta accanto, e la zia ripassa, è la Fasolo, mi dice.
La scuola materna Fasolo ha una storia. E lei me la racconta, ci prova nonostante le condizioni narcolettiche. E a me pare giusto che si sappia anche com'è che c'è un sacco di spazi che il comune lascia abbandonati a se stessi, che cazzone il signor comune. Era in via Faenza, e quello sì che vuol dire essere in centro. Uno sputo dalla stazione. Poi li hanno cacciati perché non era agibile ai disabili, o qualche altro motivo strutturale. E i genitori, affezionati a quella scuola, si sono sbattuti e hanno trovato un altro posto, alla Lastra, appunto. Ma ci volevano troppi permessi. E loro si sono sbattuti, e li hanno avuti. Poi dopo un po' li hanno cacciati anche da lì. Ora la scuola materna fasolo ha trovato un'altra sede. Ho spulciato rapiderrimo google, e mi sono saltate all'occhio paroline interessanti: educazione attiva, resistenza... Margherita Fasolo, professoressa universitaria, antifascista. Sarà il caso di dirlo alle vagine volanti che hanno occupato la scuola...
Comunque, stasera cena d'inaugurazione.
Nota d'appendice: più positive del previsto le reazioni del pensionato generalizzato che barcolla nei pressi. Sarete aggiornati.

13.11.05

Ci sono poche cose più belle del koln concert. Ad esempio, il bremen concert. Keith Jarrett, 12 luglio 1973.

12.11.05

w gli sposi (e la testimone della sposa)

[sms1]: colori o bianco e nero?
[sms2]: io sono in verde, ma no dress code.
[sms1]: le foto...

9.11.05

Batti il ferro finché cade

Vorrebbe l'acume editoriale che continuassi a battere il ferro caldo della francia di giovanna d'arco e i falò ma io schivo la latente blogstar in me, e torno a parlare dei cazzi miei. Una posizione di principio, quasi.
Sono tornato a casa mo mo, dopo una sessione di qcdgsnvns* che ho masterizzato con successi (giocatori che si sono divertiti) e insuccessi (giocatori che no) e inaspettati complimenti (che fan sempre piacere, visto che era un po' che non masterizzavo niente), ho risposto sintetico ad una mail e sono andato a curiosare sulle statistiche del sito, piuttosto tracagnotte ultimamente. Dovete sapere che quello del post sui refferrer è ormai un topos letterario a sé stante nel genere blog. Mi chiedevo quante visite dipendessero da parigi... una, e devo ammettere di notevole spessore: qualcuno è finito qui cercando "london burning parigi banlieu", e chiunque sia mediato dai clash ha la mia simpatia. Finita qui con parigi, tutt'altro che finita con l'assurdo telematico transrazionale che porta a laterravistadallaluna (ha cioè una sua razionalità, ma gli obliqui percorsi attraverso cui essa si snoda restano appena intuiti). In rapida sequenza infatti abbiamo:
-"chi era alzheimer": non lo so car*. Ma ti assicuro che non è un caso se sei finito qui...
-"clistere+bambini+le sue foto": non sono uno che ha la denuncia facile ma tu mi preoccupi.
-"come piantare lamponi giardino": non so neanche questo, ma ho la certezza che appena li avessi piantati pablo li sradicherebbe, all'istante.
-"cosa c'è nel culo del gatto": qui ho qualche idea, piuttosto generica, lo ammetto. Ma la vera domanda è: "cosa c'hai tu in testa"?

*questo cazzo di giocodiruolo senza nome va nello spazio

8.11.05

YO!

sempre su parigi

Su onemoreblog è riportata un'intervista dell'unità ad un tizio con un nome un po' sfigato, Max Gallo, che dice però che è [da leggersi strascicato alla romana] un grande storico francese. Non condivido più di tanto le posizioni, ma mi è comunque interessante. Non ho ancora trovato notizie dei blogger arrestati. Invece, bellissimo il servizio fotografico di repubblica, un inno al sabotismo e alla crisi dell'industria automobilistica. Repubblica, preoccupata che nessuno le rubi le foto (che palle, bambini, sù, abbozziamola che se uno vuole ve le frega uguale...), non permette di linkare alle singole foto, per cui dovete andare sul sito di rep. e cercarvele da soli. Nella foto 16 c'è tutta la fragilità dell'architettura postmoderna che si infrange contro la materia. E scusate se è poco. Ma la cosa più strana è quanto mi sembri una foto di los angeles la foto 35. Pazzesco, mi aspetto di veder sbuccare i chips da un momento all'altro, seguiti dal furgone nero con le strisce rosse dell'A-team.

7.11.05

Parigi brucia (Paris's burning ta-ra-ttarà-tta-ta)

Ho chiesto a due amiche, entrambe parigine di adozione (non senza traumi), di essere le mie corrispondenti dal grande falò con boy-scout più o meno islamici [ma non è l'islam il denominatore comune] che è diventata la Francia. Per l'intanto mi ha risposto B. Ricevo, e volentieri pubblico.
****
Amici raccontano di aver imboccato l'autostrada tra due mura di fuoco schivando ragazzini che attraversavano le corsie a perdifiato in fuga dalla polizia. Ma a Parigi, quella che per i turisti, per me, per il mondo fuori è Parigi, e che in realtà non è che il centro della sua storia, non arriva neanche l'odore del fumo. Perché?

Per lo stesso motivo per cui i giovani immigrati di seconda generazione stanno compiendo il loro rituale d'iniziazione incendiando macchine e tirando sassi: perché il pur enorme cuore di parigi non è un centro di gravità sufficientemente forte per sostenere le sue emanazioni periferiche. E allora semplicemente le dimentica, come la classe dirigente per una trentina, buona trentina d'anni. Ovvero sia da quando hanno cominciato improvvisamente ad invecchiare questi satelliti improvvisati per far fronte all'immediata necessità di alloggi per i reduci, i rifugiati, i redivivi, i fuggitivi dell'implosione dello slancio espansionistico francese, che per secoli aveva pompato verso l'esterno, ed ora cominciava a dover rifluire come un grande risucchio (che oggi torna a connotarsi espansivamente, ma in tutt'altro senso). Esplode la periferia del centro dell'impero, esplode il centro della periferia dell'impero. Cercano rituali iniziatici coloro che non appartengono più né all'uno né all'altra e per una volta, giunti sulla soglia della maturità (e del diritto di voto, cazzo) vogliono farsi percepire dal resto del mondo. Dall'opinione pubblica, dal governo di ballerine acidamente borghesi che li dovrebbe rappresentare, da loro padre che chissà dov'è, dalla mamma che ancora si piega a dare incessantemente l'aspirapolvere a casa di chissà chi, o che non sa nemmeno una parola di francese ruminando pannocchie da mane a sera, lo guardo perso oltremare; da tutti quegli stronzi che vivono nello loro stessa cité, unica scala di agglomerazione in grado di accoglierli, e dunque unica 'istituzione' con cui si identificano, odiandola a morte..Che bruci tutto, brucino soprattutto le macchine di quelli che ci vivono in cité e la macchina ce l'hanno, e gli basta, gli basta innanzitutto per scappare alla banda che ha promesso un bel pestaggio, o alla noia di chi proprio non ha nulla..da fare.

Io, temo si sia capito, sto con gli incazzati. Di macchine ne hanno bruciate a migliaia, ma come chiamare a sé le telecamere, unico vero suffragio non-universale (unico modo di esistere per le loro esistenze di ombre del passato e spettri del futuro)? Come rispondere a chi dall'alto del suo ministero li liquida come marmaglia (ma la parola è più forte in francese) dopo non aver ascoltato per anni il fior fiore della sua gioventù bene (Henri IV-NormaleSup-Agreg..) che, mandata a farsi le ossa a insegnare in banlieu, aveva urlato soccorso in vano in primo luogo per essere difesa dai pestaggi, in secondo per tentare di far capire che l'impeccabile sistema sociale francese lì stava cominciando à faire faillite?

Nei giorni in cui cominciava a incendiarsi la periferia usciva nelle sale il magnifico Les amants réguliers, splendida cronaca simbolica delle fiamme del '68, vero topos identitario della attuale società parigina e dunque luogo comune tanto abusato quanto fondativo di una maniera d'essere (qui si sono risparmiati gli anni di piombo..). Les amants réguliers, esce però dagli schemi dell'apologia (qualcuno ha visto Berolucci?? My god..) del maggio formidabile sesso libero e un monte di canne. Al centro del girato (perché narrazione non ce n'è, e tagli a quanto pare neanche, o quasi) due artisti (certo) devoti alla loro arte e al fumo d'oppio (oltre che l'un l'altro). In una scena in particolare, uno dei tanti non-protagonisti torna a casa da una notte di barricate: mattino, la mamma pulisce. Lui si butta su una poltrona visibilmente affranto: 'La questione ora è: Si può fare la rivoluzione per il proletariato malgrado il proletariato?' E si capisce che lì qualcosa si è perso, mantre la mamma continua a pulire casa e mette al letto il figlio guerrigliero raccogliendone le scarpe da ginnastica..Ecco, a parigi tornano a bruciare le macchine, ma non si tirano più i pavé delle strade del centro. La rivoluzione è sempre affare di ragazzini, di rabbia e di illusione. Ma forse qui si è mosso qualcosa che era rimasto in sospeso, e se la guerra d'Algeria aveva coeso le coscienza di quelli che pochi anni dopo avrebbero portato lo scontro a parigi, l'eredità della fagocitazione del mondo d'oltremare, e forse il rimosso di quel sussulto del '68, tornano alla luce oggi in una stagione che, come quella, in tutte le sue contraddizioni e faillite, si farà ricordare per quello che, insensibilmente, avràl asciato nelle coscienze di tutti coloro che, come allora, come la mamma con l'aspirapolvere in mano, se ne sono tenuti alla larga, ma hanno capito..

6.11.05

Ieri notte mi sono addormentata guardando Big Fish di Tim Burton.
Questa mattina mi sono svegliata con la voglia di vagabondare per i boschi con la videocamera in mano, il basco rosso in testa e gli stivali da pioggia ai piedi.
Fischiettando Singin'in the rain.

Effetto serra o no

le zanzare il 6 di novembre iniziano a rompere un po' i coglioni.

3.11.05

Il mio fakePod da mezzo giga è talmente piccolo che non lo trovo più.




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