13.9.05

DnB,DnB,DnB,Ost,Ost,OstBerlin!

"Ost, Ost, Ost Berlin!
Ost, Ost, Ost Berlin!"
Che, detto da me che ho vissuto per quasi sei mesi a Kreuzberg, è un po´ una presa per il culo... Abbiamo vinto la battaglia del ponte. In maniera schiacciante. Friederichshain ha respinto Kreuzberg, "nie wider Kreuzber!", al di là del ponte. Un ponte, quattro corsie, passaggio pedonale a destra scoperto e a sinistra coperto, con tanto di due torrette stile castello delle fiabe in mattoni vinaccia (sporchi). Un ponte, l´Oberbaum Brucke, pieno, ma pieno, di gente: vestita di plastica, di tutto quello che si può trovare nelle free-boxes(1), armati di spade di plastica, scudi di cartone, sacchetti di farina, pistole ad acqua, e tutto quello che di marcio e molle si può trovare negli scarti dei mercati rionali di F´hain e Kreuzberg. Assolutamente determinati a non lasciar passare l´avversario. Alle 17, già brucia una macchina sul ponte. Tutto attorno, volano arance, melanzane, i più scorretti lanciano carote che farebbero la gioia del nostro squat. Si va vestiti con quello che si trova perché poi si butterà tutto. Ci si perde subito, e subito ci si prende grandi aranciate in faccia, addosso, ovunque. E se ne danno. Bambini di dieci anni con l´elmetto da bicicletta e tubi di forassite che fustigano quarantenni mezzi alcolizzati che lanciano sacchetti di spaghetti scotti a trentenni in pigiama che si spintonano, scivolando sul tappeto di merda che progressivamente si forma sul ponte, e che ancora alle nove di sera, nonostante il lavoro di pulizia degli idranti, manda un fetore nauseante (ma che fa sorridere di orgoglio: io c´ero). Ogni dieci minuti passava la U1, la metro, sopra al ponte. Come un sol uomo, quelli che prima si melanzanavano a vicenda dirigono i loro proiettili ai vagoni gialli pieni di gente che guarda giù e indica la battaglia. Poi si torna a tirarsi, sempre con un sorriso e una gioia senza pari.
In tutto questo, la polizia, che fondamentalmente serve a delimitare il campo di gioco/battaglia, resta impassibile a guardare. Uno sbirro se ne sta con aria indifferente in fondo al ponte, tra le mani, appoggiata al ventre, una videocamera che non dà nell´occhio, ci riprende. Inquadra i volti di quelli che, ricoperti di un mercato ortofrutticolo andato ai ratti, gli passano davanti. Tutto qua.
Prove generali? Allenamento al primo maggio? Rito collettivo, sfogo autorizzato?
Poi il giorno dopo sembriamo degli ottantenni, una comitiva di pensionati a giro per i luoghi turistici, ancora una volta la porta di brendeburgo, ancora una volta potsdammer platz. Dolori qui, acciacchi lì. Arriviamo al monumeto agli ebrei europei morti, una piazza piena di blocchi di pietra o cemento, regolari nel loro posizionamento a formare una griglia, ma tutti sfalzati in altezza. Anche il suolo è irregolare, si va affossando al centro. Un luogo di raccogliemento e meditazione, un labirinto che ci ricorda un periodo terribile, dove tutti arrivano e si mettono a correre e a ridere e a gridare, si sentono tutti degli agenti segreti con i nemici dietro l´angolo, e gli angoli sono ovunque, e pistole immaginarie in mano. Se l´intento era catartico ci sono riusciti appieno.
A sera, stanchi, decidiamo di restare a casa. Andiamo solo a farci una birra un paio di strade più in là. Finiamo nel Waf salon. La RAF, Rote Armee Fraction, era la più importante formazione terroristica tedesca. La WAF è la Wasser Armee Friederichshain. Incontro Franziska. Non l´avevo ancora chiamata, volevo vedere quanto ci avrei messo a incontrarla. Tre giorni scarsi. La dimensione "vita di quartiere" a berlino può essere molto carina, oppure decisamente claustrofobica. La musica è tranquilla, nessun dj, si bevono una, due, tre birre (ci vorrebbe una petizione per far aumentare il prezzo della birra: con 90 centesimi a bottiglia una sbronza permanente è più o meno inevitabile). Poi arrivano i dj. Vista la musica mi aspettavo qualche hippoppata un po´ pallosa, magari. DnB, Drum and Bass per la mia mamma. Per un po´ non balla nessuno, poi ci si avventura e si ballicchia e si balla. Così, nel baretto sotto casa. A firenze devi fare carte, vere, per entrare in un circolo culturale dove se hai culo ma proprio culo riesci ad ascoltare un po´ di musica decente. Qui esci di casa ti vai a prendere una sbronza e ti ritrovi pure a ballare. Alé. Il rientro, scaglionato, non è prima delle 4.

5 Comments:

Blogger Ulisse31 ha scritto:

Bello, cazzo, Bellissimo!!!
Fai venire una voglia di essere stati laggiù che toglie il fiato... la prox volta mi porti con te? Non so una parola di tedesco e sono abbastanza antipatico, ma sporco poco e sono imbranato con le ragazze quindi ==> non avresti concorrenza sul lato lovesexlove...

8:19 PM  
Blogger neri ha scritto:

Se ne può parlare, probabilmente nel 2006, anzi, quasi sicuramente a maggio/giugno 2006...

2:07 AM  
Anonymous G. ha scritto:

ciao ciccio mi sembra che le cose vadano bene..
posters and stickers come sono??
Pablo sta bene
saluta Marianz-pk e franziska

baci

1:09 PM  
Blogger neri ha scritto:

Saluterò. Si cercano le location, a dire il vero trovate un paio geniali (!), e si appiccica.
Gratta pablo anche per me, e pure berenix.

8:17 PM  
Anonymous Garnant ha scritto:

Ecco, sono appena tornata, mi toccano un bel po' di mesi lontanto.

8:05 PM  

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