8.9.05

Della cinetica del cane e del gatto e dell'ineffabile

Il gatto scatta, il cane no. Il cane non ha lo scatto breve.
...
Niente, così, mi sembrava una cosa importante da comunicare. Ho passato una bella serata. See, che frase banale. Ma l'ho passata davvero. E anche il pomeriggio del giorno prima. Incredibilmente bene. Con una persona che è la luna. Che non mi stanco di guardare e di cui, quando parla, non voglio perdermi un movimento del viso. Che è più elegante di Isabella Rossellini (ai tempi d'oro), e devo ammettere che il fascino dell'eleganza lo subisco, anche se c'è da intendersi su cosa sia per me l'eleganza, che non è certo un vestito firmato. Una persona che vedo una volta ogni 2-3 anni.
Non riesco a non pensare a quanto sia bella e quanto mi piaccia, quando sto con lei, ma è una sensazione fragilissima, completamente immersiva, concentrazione totale. E quando l'ho incontrata con altre persone non riuscivo a godermela così.
Eh.
Che spettacolo. Ho visto il film più brutto, realizzato con il budget più enorme, anzi E-N-O-R-M-E, del mondo. Una sceneggiatura inesistente, personaggi inesistenti, montaggio scazzato di brutto, le scene coreografiche assolutamente inguardabili, anche perché non si capiva un cazzo, e i cattivi, che sono cattivissimissimi, che sembravano usciti da un manga di quarta lega che bastard in confronto è Coleridge. Dark punk, suggeriva B. Truccati come il corvo versione tribale. E il capo, che aveva lo stesso gusto per l'abbigliamento di Heiachi (tekken, per intendersi). Veramente, una vaccata pazzesca. Ed è su cose come queste che Alberto di onemoreblog da una parte mi cade, dall'altra mi sembra più umano. Come un amico, in fondo. Il film è la cacata di Tsui Ark che ha aperto il festival di Venezia, alla facc' u'cazz'.
Bè, buona notte.
Ah, sì, non ho parlato troppo dell'ineffabile. E' che il discorso sull'ineffabile era partito in un senso ma poi è andato in un altro, e quindi non c'era bisogno di dichiararlo, non era più la stessa cosa.

Piccolo aggiornamento sul film:
" Difficile, davvero, trovare parole che rendano giustizia a questa pellicola. Altrettanto arduo è farsi una ragione della reazione della critica di fronte ad esso. Come può un giornalista dotato di coscienza, o almeno di rudimenti di dignità, mandare suoi connazionali allo sbaraglio, nei cinema, facendo loro sborsare sette euro e mezzo per assistere a questa collezione completa di miseri luoghi comuni, di sequenze viste, e riviste, e viste di nuovo (ma, stavolta, fatte un po' peggio), di splatter da autoproduzione anni '70, di storie ritrite, di personaggi bidimensionali, di dialoghi da ritardati? Che bei tempi quelli in cui, di fronte ad uno spettacolo indegno, si potevano lanciare ortaggi senza suscitare la reazione delle madame!"

3 Comments:

Anonymous Anonimo ha scritto:

E' bello vedere che non sei cambiato. Ciao Neri

11:50 AM  
Blogger neri ha scritto:

Lo prendo per un complimento :)

2:26 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Infatti lo è ;-)

2:52 PM  

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