16.8.05

Pablo

Oggi Pablo è uscito di casa insieme a me, senza dirmelo, ovviamente, né farmelo sapere in altro modo. Il che ha comportato una certa qual preoccupazione, quanto meno questo si può dire senza tema di aver frainteso espressioni o gesti all'apparenza nervosi. Comunque, dopo che avevo cominciato ad affiggere i primi di una sessantina di manifestini che facevano di tutto per non sembrare patetici ho incontrato, grazie ad essi, e all'intervento di mia zia E., non fondamentale ma confortante per l'affetto manifestato (verso Pablo, non scherziamo), dicevo, ho incontrato il marito della donna che, quasi investitolo dalle parti di Pian di San Bartolo (piuttosto lontano da casa, anche se in distanze finlandesi era praticamente dietro l'angolo), aveva preso con sé Pablo per consegnarlo al canile comunale di Viale Corsica, che io confondo sempre con Via Circondaria.
Quindi Pablo è là, e non sotto una macchina o nei boschi di Cercina. Questo è buono. Il mio pensiero non riesce ad andare molto oltre. Domattina andrò a riprenderlo, ci avevo già provato ma con evidente scarso successo, e porterò anche Polenta con me, così potrà entrare anche nel cyberspazio con un bel chip sottocutaneo che Gibson ci fa una sega. Gibson, William Gibson.
Che fatica, e quante emozioni, gente...
That's all, Folks!
Aggiiuornament': il figliol prodigo di cazzate è tornato (non esattamente da solo) a casa. Ora ha un microchip subcutaneo nella spalla sinistra. Quando lo vedete potete inserirgli uno spinotto nel culo e vedere il mondo attraverso i suoi occhi (previsto che anche voi abbiate un microchip subcutaneo da qualche parte).




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