17.8.05

Della superiorità del capitalismo

Eh sì... in Unione Sovietica si facevano le code per le scarpe, i cappotti, i giornali, come in questo caso:



Per fortuna che il pericolo rosso ormai è stato debellato, e la civiltà, espressione necessaria del capitalismo, trionfa. Infatti a Richmond, Virginia, una scuola ha messo in vendita mille i-book del '99, a 50 dollari ciascuno. Per mille computer (di merda, scusa marians) si sono presentati in, a seconda delle stime, 5500 o addirittura 14000 persone.




Le quali, molto civilmente per l'appunto, all'apertura dei cancelli hanno cominciato a correre, e le masse che corrono, schiacciano, specie se sovralimentate:








Eh, poveri sovietici, come stavano male, senza la libertà. Tutta la storia, abbondantemente documentata con una 20ina di foto, la trovate qui. Sebbene carente di fotografie, è ancor più bello l'articolo della CNN, dove sono riportate le dichiarazioni di tale Jesse Sandler, il quale si era portato dietro una sedia pieghevole di plastica, e ha ben visto di usarla come sfollagente per impedire ai suoi civili concittadini di passargli davanti, più che convinto di essere nel giusto nel difendere il suo diritto di priorità.
Bwahahaha, W Marx, W Lenin, W McDonald's!

9 Comments:

Anonymous NinaLaFoue ha scritto:

"Quasi Gratis" è una parola che affascina! Pensa che la gente fa la fila persino per vedere i miei spettacoli quando sono "gratis" o quasi ;)
Detto questo, sono convinta che la gente non si sottoporrebbe mai ad estenuanti attese, in coda per un computer (di merda), se non si sentisse derubata di ben altri diritti. Osserva la gente nelle foto, si tratta (per la maggior parte) di afro-americani, ispanici, insomma dei "diseredati" d'America. Gente (per lo più) priva d'assistenza sanitaria, del diritto all'istruzione, alla casa, gente defraudata del diritto ad una vita decente; alla fine, per una volta che "quasi ci regalano qualcosa", vaffanculo, qualunque cosa sia "me la vado a prendere". Credo che sia questo quello che la maggior parte delle persone ha pensato prima di andare a fare la fila per mille computer (di merda). E' triste, desolante e sicuramente ridicolo lo scenario derivante da un simile ragionamento, ed è quello che rivedo in queste foto. "Il trionfo del capitalismo", il trionfo del grottesco... La statua di Lenini... avrà pianto anche oggi? ;)

2:58 PM  
Anonymous NinaLaFoue ha scritto:

Ovviamente so che si scrive Lenin, "errore di battutura"... o forse è il cervello che è andato in pappa e comincia ad inviare segnali contraddittori agli arti...
La seconda che ho detto!

3:01 PM  
Blogger neri ha scritto:

Carizzima, un solo piccolo appunto: la gente non ha bisogno di "sentirsi" derubata, defraudata, sfruttata, malpagata etc. Lo è. Non ho idea di che consapevolezza dei propri diritti ci sia, laggiù (in quel vago e astratto laggiù). Sto sondando il terreno per capire quanta ce ne sia qui... e mi sembra che in trenta anni si siano fatti grandi passi indietro. Ma questo non ha più niente a che fare con l'american way of life.

4:43 PM  
Blogger Carletto Darwin ha scritto:

Uhm, non mi trovi d'accordo. Purtroppo in urss si parlava di beni di prima necessità. C'è una differenza fondamentale tra fare la fila per lo zucchero e per la carne e fare la fila per un laptop.
La prima fila la dovevano fare tutti. La seconda la fanno solo quelli che la vogliono fare.
Fu un fallimento organizzativo e, a distanza di tanti anni, si deve dare ragione al movimento troskysta, che vedeva nella burocrazia la negazione dello scopo della rivoluzione sovietica. Invece di liberare l'uomo, lo si è inglobato in una quantità assurda di procedure burocratiche.
Sostituire il governo del capitale con quello della carta bollata fu una caxxata. Period.

10:54 AM  
Blogger neri ha scritto:

Hmm... mi sa che si parla di cose differenti. Nel senso: grazie al caxxo (?) che sono cose differenti. Semplicemente, bel livello di povertà e inciviltà deve avere un paese dove 14000 persone si accalcano per 1000 computer del '99 (specie quando quello è uno dei paesi in cui i computer costano meno al mondo, almeno immagino).
Sul dibattito trotzkista non entro nel merito, sapendone troppo poco. Sullo stalinismo come forma mentis e forma di governo mi trovi d'accordo, ma non credo che un giudizio sulla storia dell'unione sovietica possa limitarsi a quello. (E questa non mi sembra la sede adatta a discuterne, non che ne sia in grado :)

6:24 PM  
Anonymous NinaLaFoue ha scritto:

Ti assicuro che (nel vago e astratto laggiù) la pecezione dei propri diritti è forse anche più forte che qui, ma c'è anche la cinica consapevolezza del più classico dei proverbi "senza soldi non si cantano messe", la filosofia della "rivendicazione" non è molto forte. Il problema di cui parlavo però, è un altro. Sono assolutamente convinta che, la maggior parte delle persone in fila, non aveva alcun bisogno di un computer, e forse non sapeva nemmeno cosa farsene, il punto è nel "lo voglio", "lo voglio perché ce l'hanno tutti", "lo voglio perché con un computer a casa sembra quasi di essere meno poveri"... tutto questo, unito all' "essere" derubati, sfruttati ecc., trasforma un banale "computer" in un bene "necessario". Hai mai visto "La Folla" di King Vidor? Credo che, a tutt'oggi sia uno dei miei film preferiti. I gusti vengono indirizzati dalla pubblicità, gli "standards" di benessere vengono indotti, non sono più solo il frutto di una "reale necessità" com'era al tempo delle file per i beni alimentari (n.b. Sul caro compagno Trosky sono pefettamente d'accordo con Fabrizio), eppure la gente avverte COMUNQUE la necessità; naturlamente stiamo parlando di una necessità "psicologicamente indotta" più che di una necessità "fisiologicamente determinata"... ma cosa cambia se il soggetto in questione non percepisce la differenza e continua a sentire (comunque) la necessità di "avere quello che hanno gli altri"? Siamo alle solite, il problema è culturale o, se vogliamo, sociologico e dato che gli Stati Uniti non smettatteranno mai di propagandare sto' cazzo di "sogno americano", noi continueremo ad assistere a scene del genere. Non so se esiste un a soluzione a tutto questo, ma continuo a sperare di trovarla.

3:00 PM  
Anonymous irene ha scritto:

secondo me più che l'oggetto in sè interessava l'offerta. come quando si accettano stupidi oggetti perchè regalati o si comprano mille docciaschiuma perchè in offerta. e magari si ha la vasca.
é così, purtoppo.
irene

5:20 PM  
Blogger neri ha scritto:

NINA: sto per vederlo, King Vidor, tra qualche giorno, spero. Se è all'altezza di Q ti nomino mia spacciatrice di stimoli(R) del mese. Ora, però, una cosina. Sta gggente fa parte del sogno americano. O meglio, sono quelli rimasti sotto al depliant patinato. Vorrebbero le loro facce su quel bel volantino con la macchinona, la tettona, il cellularino, e non c'hanno un cazzo. E la domanda allora è: in che misura questo è previsto dal sistema?
IRENE: e ci mancherebbe che fosse l'offerta! Un mac del '99! BWAHAHAHHAHAHAHAHAH!!!

10:52 PM  
Anonymous NinaLaFoue ha scritto:

Credo che non solo tutto questo sia previsto dal sistema, ma che, addirittura, sia alla base del sistema. Il capitalismo non avrebbe senso se non riuscisse a pepetuare, presso la classe dei NullaTenenti, l'illusione di una vita "da sogno", è l'unico modo per "tenerli buoni", per convincerli che nella "grande America" esiste per tutti una possibilità. Se si riuscisse ad eliminare il desiderio del futile (del quale anche noi siamo intrisi) la gente tornerebbe ad essere in grado di vivere senza bisogno di "comprare" in continuazione, magari tornerebbe anche a "auto-prodursi" il cibo ed è allora che il capitalismo smetterebbe d'avere un futuro. Ma che questo possa accadere, è quanto meno improbabile. Il problema, secondo me, è un altro, ed è di natura filosofica, ed è l'unico modo in cui si potrebbe ancora tentare di scardinare il sistema. Chi ha deciso che avere una bella macchina, la tettona e il cellulare costituisca lo standard per una vita da sogno? Hanno propagandato un modello di "bella vita" che per anni è sembrato essere l'unico possibile, un modello che necessitava solo di una cosa: SOLDI. Ora, bisogna solo (?!) trovare il modo (avendone la forza) di (di)mostrare che la felicità può arrivare per milioni di strade diverse, strade non necessariamente lastricate d'oro. Il lavoro che ci resta da fare è "culturale", "psicologico", "sociologico"; "la nuova rivoluzione sarà fatta da uomini e parole".

4:18 PM  

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