14.7.05

Fassino, gli intellettuali, e la mia insoddisfazione

"...in un impeto di ribellione di fronte a tanta imbecillità, anche il busto di lenin inziò a lacrimare"
Offlaga disco pax - piccola Pietroburgo

Ma la base dei ds le leggerà mai ste cose? Io continuo a stupirmi, cretino che sono, che un dirigente del centrosinistra sia più a destra del vicepresindente di confindustria, Pininfarina. Possibile che per Fassino tutto il capitale sia uguale? Ba', se questo facesse di lui un ingenuo marxista-leninista, mi limiterei a ritenerlo un cretino in buona fede, magari di quelli che ti si attaccano al polpaccio con pipponi interminabili (ah, cari compagni di lotta comunista!). Invece queste sono le dichiarazioni del nosferatu de noartri: non c’è un’attività imprenditoriale che sia pregiudizialmente migliore o peggiore di un’altra. Né sul piano morale, né su quello economico. Oggi dobbiamo superare le vecchie gerarchie dell’industrialismo… Quello che conta è che ognuno rispetti le leggi e le regole di mercato, sia trasparente e si impegni a tutelare i beni di interesse generale".
Ma chi è? Ed è Pininfarina che lo deve bacchettare, ma dove cazzo siamo finiti?!
Detto questo, nella breve parentesi senese mi è capitato di chiedermi, una volta tanto in compagnia ad alta voce e non da solo, che fine abbiano fatto gli intellettuali. La battaglia culturale è stata persa negli anni 80, la guerra pure. Non vorrei esagerare con i riferimenti ai morti viventi, fassino già basta, non è che pretenda che lo spirito di gramsci venga a illuminarci, motivarci e guidarci (lo fa già, in diverse occasioni...), non dico pasolini, non so proprio dove sbattere la testa, però. Forse qualche divo del blog, sai che roba. Per firenze si può vedere spesso la scritta murale "W il nuovo PCI". Che tenerezza.
Infine: sono irrequieto e insoddisfatto, niente di nuovo.




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