4.12.04

Keyword: kebab firenze - Himalaya

Inizio dal mercato di San Lorenzo a battere la pista indicata da quella celebre concittadina arabofobica che è oriana fallaci. [La moda blog vorrebbe ora un link per la fallaci e la sua opera, ma onestamente a me non sembra proprio il caso di pubblicizzarla oltre]
Pare infatti che a Firenze i kebabbari si stiano diffondendo come funghi, denunciava o.f., e io, da appassionato pigro, mi metterò a sperimentarli. Tutti. Impegno serio, e d'altro canto ben più semplice che se fossi a Berlino. Una sera con lupo e ale venne fuori il discorso della guida ai kebabbari di berlino, ma erano qualcosa più di un migliaio... sarebbe stato il supplemento perfetto per Zitty, una delle riviste stile Time Out che ti aggiorna sulla vita berlinese a scadenza bisettimanale. (Mi mancate, bastardi! Almeno scrivete qualcosa sul blog!)
Iniziamo da San Lorenzo, quindi.
Il kebabbo in questione si chiama Himalaya, è pachistano (deduzione personalissima), c'è un omino con un bello sbrego in faccia e le mani pelose come le ho viste solo al mio relatore (che spero non arrivi mai a questo blog). Sta sotto gli archi, venendo da via nazionale si gira in via dell'ariento e poi alla prima a sinistra. Sotto gli archi, appunto.
L'omino in questione è taciturno ma cortese, molto cortese, e nient'affatto affettato (allitterazione delle peggiori), il kebab è di tacchino, il locale è piccolo e squalliduccio, ma non particolarmente ostile. Ci sono foto di improbabili paesaggi orientali, sembrava la versione turca di un calendario cinese... le verdure sono esposte senza particolare cura, ma non fanno pensare ad un cadavere in decomposizione, il che è già qualcosa. Se prendi due kebab diversi, chessò, uno piccante e l'altro no, uno senza cipolla e l'altro con una cipolla, l'omino te li distingue con una bella croce.
E poi, è a San Lorenzo. Che non so quanti fiorentini frequentino di notte. Sì, è vero, dietro al mercato c'è un sacco di ristoranti e trattorie nell'arco di quindici passi, con orchestrine improvvisate a raccogliere l'obolo. Ma nei giorni di pioggia, umido, vento, bassa stagione turistica, quella zona ha tutto un'altro aspetto. Un po' derelitto. Umanità molto varia, e per l'appunto poca fauna locale. Due ragazzi arabofoni che hanno chiesto due panini in italiano stentato. In pakistan non si parla arabo.
Il prezzo, già, tre euro e mezzo. E la versione da asporto non sgocciola.

7 Comments:

Anonymous Anonimo ha scritto:

a questo punto dovresti postare le foto delle mani di relatore e kebabbaro :)
sui kebabbari non gia' della sola berlino, ma della germania tutta, esiste da tempo un sito enciclopedico che (cazzarola!) non riesco a trovare... ma era assolutamente spettacolare;
tra l'altro avevo pure visto un kebabblog italiano, ma pure lui e' perso;
dommage :)

11:38 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

oops... das war ich

11:39 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

scopro di essere tra gli speruti link. grazie, ripasserò miic

2:30 PM  
Blogger neri ha scritto:

la curiosità di sapere come miic è arrivato qui mi ha portato ad avere il materiale per un altro post. Saluti altrettanto cortesi, dunque.
Sceicco, non vedo il professore da tanto di quel tempo che appena mi vede lui la prima cosa che farà sarà serrarmele attorno al collo, quelle sue belle manine.

8:35 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Il kebab di tacchino lo voglio assolutamente assaggiare
Sai che laltro giorno in ubahn ho visto un nerino adolescente? Eri tu dieci anni fa e facevi un ritratto a matita di una ragazza seduta di fronte a te Mi si e sciolto il cuore Ale

3:38 PM  
Blogger neri ha scritto:

Com'era la ragazza?
;)

4:26 PM  
Anonymous Anonimo ha scritto:

Lui le sorrideva ritraendola; lei lo guardava con sufficienza Ale

11:08 PM  

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