8.12.04

Grazie Quattrocchi.( Arrigo).

Dopo una lunga assenza in favore de L'Unità, ritornare sulle pagine de il Manifesto è ancora più bello. Dunque, io ho una mia strategia di sopravvivenza ai quotidiani: ignoro la prima pagina e mi lancio sulla cultura e gli spettacoli. Questo di solito mi da la forza di leggere il resto.

Oggi scopro dalla penna di Quattrocchi che finalmente a Milano, La Scala è riemersa dal restauro (La Fenice a Venezia, era resucitata interamente dalle sue ceneri un anno fa, il Petruzzelli (é) a Bari... insomma, un pò mi emoziono e un pò mi incazzo perchè sono una barese che ha passato la metà dei suoi anni a Milano...) e che Riccardo Muti ha scelto per la riapertura la stessa partitura di Salieri che inaugurò il teatro nel 1778. Piuttosto prevedibile, come pure che il costo dei biglietti sia più "proibitivo" del solito; ma a questo decidono di protestare i centri sociali milanesi diffondendo dagli altoparlanti in piazza della Scala la musica di Mozart "nuovo paladino di san Precario"(che naturalmente è anche il mio santino).
Mozart simbolo dell'estraneità all'establishment contro Salieri?!
Mentre mi interrogo sul senso di questa scelta, leggo le pacate considerazioni di Quattrocchi: "I contestatori dimenticano forse (com'è garbato quel "dimenticano"!) che a Vienna Mozart fu musicista di corte e ambì sempre a incarici pubblici".
E fa notare la grave assenza di una democratica diretta televisiva sull'evento.
Quest'uomo mi ha strappato un sorriso di gratitudine.

...tanto poi ci pensa Ciampi che vuole vendere armi alla Cina a farmi incazzare.
ci incazziamo io, i Verdi, Rifondazione. E Calderoli...




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