21.12.04

il codice da vinci, riassunto

Nel mentre che raccolgo le forze e medito su dove vada a morire la morte, alla terza alba dei miei 28 anni, leggo la recensione di un libro che tanto non mi attirava, e un po' mi stupiva che avesse tanto successo.
Aggiornamento pigro: ohiohiohiiiiii... andate a vedere qui non ci si può credere quanto può spingersi lontano l'idiozia umana!DAVVERO!

20.12.04

saluti

Per me un blog è quella cosa misteriosa che fornisce a Neri l'alibi per non aiutarmi a tritare cipolle o a pulire le verdurine del caso verso le otto di sera.

-"Mi dai una mano in cucina?"
-"Sto leggendo un blog!"
-"..."

Forse è (un pò) per questa mancanza di comprensione che è difficile inciampare in un mio post.
E anche per pigrizia. E per pudore.
Ma prima di partire per il viaggio a tappe che da Firenze mi porterà in Puglia (rendendo ancora più improbabili i miei interventi) volevo lasciare un saluto e il mio pubblico proposito per il nuovo anno:PARTECIPAZIONE!

Incontrarsi a Charing Cross


"Hai presente, quelle due cabine del telefono di fronte al negozietto degli arabi, proprio all'inizio di Charing Cross?" "Ma dai? Quelle dove era passato il 15.01?" "Sì, proprio quelle!"
Edit: continuo a incontrare il 1501... anche a firenze, dalle parti di via del Corso.

Transexual, pre-op


Le cabine rosse dalle parti di shaftesbury avenue, Leicester Square, etc, colpiscono per il numero di adesivi di prostitute, trans e in genere ogni forma possibile di smercio della propria sessualità. Questa a dire il vero era un po' scarsina, sul versante varietà.
Chissà se anche questo si candida come post per allodole (e di conseguenza ci ritroveremo pieni di visite di gente che cerca i favori di trans pre-op)

Darwin e i brownies.


Ecco il motivo per cui siamo andati a Londra. Io per vedere lui, Carletto D., (saluti, Ale), marina per farmi la foto con lui (i particolari piccanti li vedrete sulla tesi). Il Natural History Museum, che ospita la scultura, è una signora istituzione. Gratuita, come i musei nazionali della regia regina. Ben curata. Ricchissima di reperti. Il NHM è stato costruito Darwin vivente, e a dirigerlo è stato chiamato Richard Owen, paraculo emerito, estensione diretta delle gerarchie cantabrigesi e oxoniensi, col quale Darwin aveva avuto, dopo la pubblicazione dell'Origine, qualche piccolo motivo di tensione. Il buon Owen era uno dei migliori sezionatori di scimmie e anatomista comparato [ho un dubbio...], ma era anche un po' troppo interessato a che nessuno mettesse in discussione il ruolo cosmologico del gentleman vittoriano. Fatto sta, che nel 1885, questa statua viene presentata al principe di Galles, piazzata nel posto che più le si addice: in cima alla prima rampa di scale all'interno del museo, col suo marmo bianco perfino più visibile del diplodoco di 26 metri che occupa tutta la sala d'ingresso.
Bene. Se ora andate al NHM non troverete più quella statua al suo posto. E già questo non vi farà piacere. Se ora andate al NHM, in cima alle scale ci troverete la statua di quel paraculo di Owen, in bronzo scuro, che manco si vede più di tanto, assorbita dalla parete di sfondo. La statua di Darwin, accanto a quella, in posa analoga e pure lei in bianco marmo, di Thomas Huxley, osserva triste i turisti che mangiano brownies nella caffetteria.
Essendo che sono un cacacazzo senza pari sono andato a chiedere perché stessero così le cose. Pare che qualche deficiente si sia seduto sul piede della gamba accavallata di Darwin, spezzandolo.
Comunque, tra le altre cose il museo dispone di una bella biblioteca dove è conservato un patrimonio scandaloso di testi sulle scienze naturali, evoluzionismo incluso. Tant'è che sono riuscito a trovare dei libri che mi servivano per la tesi (David Hull, Metaphysics of evolutionism). E si possono fare pure le fotocopie!
E le fotocopie costano pure 20 pence a foglio!
600 lire perdio! A foglio!

London's burning dial 999


Londra è una città piena di povertà. La vita di una persona vale meno di un'insegna.

Harrods, I suppose


Londra è una città ricca. Quindi immagino non ci sia da scandalizzarsi se da Harrods una zuppiera, brutta, può costare 26 milioni di lire.

17.12.04

Ai uisc'iu e mèrri crismass, ai uisc'iu e mèrri crismass


Il coup de grace allo spirito natalizio lo dava con ingresso libero invece il mio eroe personale, Banksy, al ghetto, non al grotto. L'arte non può permettersi di essere troppo accomodante, di questi tempi.

Everything was pale pink


Il Santa's Ghetto non riesce ad essere abbastanza acido quanto vorrebbe (e dire che Banksy alza terribilmente la media), ma se si pensa che è in reazione a QUESTO... Covent Garden nel massimo del suo splendore. Con circa 825 telecamere a circuito chiuso che ti controllano mentre minaccioso ti aggiri per le bancarelle di roba rosa. Ovunque. All'interno del grottino? Scene di natività? Sesso selvaggio fra renne ed elfi? Chi può dirlo, non ho pagato quei 5-10 pound che ci vogliono per entrare (10 permettono di fare una foto e ricevere un regalo...)

Into the ghetto


Santa's Ghetto è la prima delle due mostre che mi interessava vedere. E' in Charing's Cross, accanto ad un negozio di libri, il Soho Original Books. Ci sono stampe di diversi personaggi di spicco della street art, primo fra tutti Banksy. (Ad nauseam)
Questa foto l'ho presa da woostercollective. Come da wooster ho appreso dell'esistenza della mostra.

Londra vista dalla luna (intro strumentale)

Le foto dei satelliti artificiali. Composte di più foto, incollate per i bordi. Una serie di foto per raccontare Londra, più ulteriori considerazioni sparse, in arrivo.

14.12.04

La terra vista da Londra

Per motivi di studio vado a Londra un paio di giorni. Per assistenza viene anche Marina. E' solo un caso che proprio in questo periodo ci siano due interessantissime mostre di street art. Poi londra è così noiosa.
Vabbè, sarà un miracolo se riusciremo a prendere tutti gli aerei (i precedenti non ci sorridono). Cheers.

11.12.04

The incredible (comments)

Grazie a MBF, una vecchia gloria delle riviste di videogiochi che non ho ancora capito bene come si sia riciclato (si direbbe bene) sono finito a leggere una discussione del Guardian (quotidiano britannico) su The Incredibles. Se sia o non sia niciano, se sia o non sia darwinianamente sociale o socialmente darwiniano, se sia di destra o di sinistra, insomma. La cosa bella è che ci si sono proprio sprecati, a voler leggere il messaggio dietro al film.
Riporto solo la mia risposta, e questa meravigliosa rivisitazione della copertina.

"I don't really care for the democracy or the antidemocracy of this movie. It was a show worth watching, and as someone said, yes, this is the best James Bond Movie EVER.
People don't have superpowers, i guess this is quite obviuos. All the analysis is about a metaphor, then, but is it worth? Why make a movie about superheroes? To somehow justify social darwinism, or just to make me (and most of you, i suppose) laugh your ass out?
Then yes, you can reason a lot about the philo-socio-political implications of the "starting points" of the movie (i.e. some are more talented than others... to the extreme; good always prevails, i note no one mentioned this, is it just too obvious? And many other points that could be discussed), but if you want to reason about the "principles" of the movie, than it's not much too different from many other happy ending movies (it's just so much more fun).
I hope my english will somehow result intelligible :) Cheers"

8.12.04

Grazie Quattrocchi.( Arrigo).

Dopo una lunga assenza in favore de L'Unità, ritornare sulle pagine de il Manifesto è ancora più bello. Dunque, io ho una mia strategia di sopravvivenza ai quotidiani: ignoro la prima pagina e mi lancio sulla cultura e gli spettacoli. Questo di solito mi da la forza di leggere il resto.

Oggi scopro dalla penna di Quattrocchi che finalmente a Milano, La Scala è riemersa dal restauro (La Fenice a Venezia, era resucitata interamente dalle sue ceneri un anno fa, il Petruzzelli (é) a Bari... insomma, un pò mi emoziono e un pò mi incazzo perchè sono una barese che ha passato la metà dei suoi anni a Milano...) e che Riccardo Muti ha scelto per la riapertura la stessa partitura di Salieri che inaugurò il teatro nel 1778. Piuttosto prevedibile, come pure che il costo dei biglietti sia più "proibitivo" del solito; ma a questo decidono di protestare i centri sociali milanesi diffondendo dagli altoparlanti in piazza della Scala la musica di Mozart "nuovo paladino di san Precario"(che naturalmente è anche il mio santino).
Mozart simbolo dell'estraneità all'establishment contro Salieri?!
Mentre mi interrogo sul senso di questa scelta, leggo le pacate considerazioni di Quattrocchi: "I contestatori dimenticano forse (com'è garbato quel "dimenticano"!) che a Vienna Mozart fu musicista di corte e ambì sempre a incarici pubblici".
E fa notare la grave assenza di una democratica diretta televisiva sull'evento.
Quest'uomo mi ha strappato un sorriso di gratitudine.

...tanto poi ci pensa Ciampi che vuole vendere armi alla Cina a farmi incazzare.
ci incazziamo io, i Verdi, Rifondazione. E Calderoli...

5.12.04

La curiosità

Mi chiedevo... mi ha fatto piacere vedere come il kebab fa sempre tendenza: ho trovato commenti inaspettati. E allora mi sono detto: ma non è che si può vedere con quali chiavi di ricerca la gente arriva qui? Sì che si può. Poi ho riflettuto un nano secondo, e probabilmente nessuno dei due cordiali commentatori è arrivato qui con ricerche, ma poco importa. A dicembre, l'unico che è arrivato su laterravistadallaluna è passato per "colonna sonora gta sant'andreas", un videogioco per PS2, di cui in un post di novembre infamavo l'improvvisato recensore.
Ma a novembre! Su una trentina (?) di visite, quattro, dico 4, sono arrivate qui con la chiave di ricerca...

"TROIONE"

Ma io dico... allora per curiosità ho messo su google "troione". Niente. Non so se mi metterò a fare la prova con tutti i motori di ricerca. Infondo, chissenefrega. Comunque, almeno uno è arrivato grazie a "schizzi in faccia". Non per dire, ma qualcuno sta scrivendo un blog parallelo dove si racconta la giornata quotidiana di una casa di produzione di film porno?
Ad ogni buon conto, andate a vedere le chiavi di ricerca di novembre... uno spettacolo.

4.12.04

Keyword: kebab firenze - Himalaya

Inizio dal mercato di San Lorenzo a battere la pista indicata da quella celebre concittadina arabofobica che è oriana fallaci. [La moda blog vorrebbe ora un link per la fallaci e la sua opera, ma onestamente a me non sembra proprio il caso di pubblicizzarla oltre]
Pare infatti che a Firenze i kebabbari si stiano diffondendo come funghi, denunciava o.f., e io, da appassionato pigro, mi metterò a sperimentarli. Tutti. Impegno serio, e d'altro canto ben più semplice che se fossi a Berlino. Una sera con lupo e ale venne fuori il discorso della guida ai kebabbari di berlino, ma erano qualcosa più di un migliaio... sarebbe stato il supplemento perfetto per Zitty, una delle riviste stile Time Out che ti aggiorna sulla vita berlinese a scadenza bisettimanale. (Mi mancate, bastardi! Almeno scrivete qualcosa sul blog!)
Iniziamo da San Lorenzo, quindi.
Il kebabbo in questione si chiama Himalaya, è pachistano (deduzione personalissima), c'è un omino con un bello sbrego in faccia e le mani pelose come le ho viste solo al mio relatore (che spero non arrivi mai a questo blog). Sta sotto gli archi, venendo da via nazionale si gira in via dell'ariento e poi alla prima a sinistra. Sotto gli archi, appunto.
L'omino in questione è taciturno ma cortese, molto cortese, e nient'affatto affettato (allitterazione delle peggiori), il kebab è di tacchino, il locale è piccolo e squalliduccio, ma non particolarmente ostile. Ci sono foto di improbabili paesaggi orientali, sembrava la versione turca di un calendario cinese... le verdure sono esposte senza particolare cura, ma non fanno pensare ad un cadavere in decomposizione, il che è già qualcosa. Se prendi due kebab diversi, chessò, uno piccante e l'altro no, uno senza cipolla e l'altro con una cipolla, l'omino te li distingue con una bella croce.
E poi, è a San Lorenzo. Che non so quanti fiorentini frequentino di notte. Sì, è vero, dietro al mercato c'è un sacco di ristoranti e trattorie nell'arco di quindici passi, con orchestrine improvvisate a raccogliere l'obolo. Ma nei giorni di pioggia, umido, vento, bassa stagione turistica, quella zona ha tutto un'altro aspetto. Un po' derelitto. Umanità molto varia, e per l'appunto poca fauna locale. Due ragazzi arabofoni che hanno chiesto due panini in italiano stentato. In pakistan non si parla arabo.
Il prezzo, già, tre euro e mezzo. E la versione da asporto non sgocciola.




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