14.11.04

Come accennavo, ho cominciato a lavorare. Attacco adesivi, monto cartelli, preparo il prossimo congresso dei dermatologi europei (si parlerà anche di psoriasi, quella cosina bellina che mi piaga i gomiti). Oggi ho lavorato quelle 10-11 ore, vabbè. Non sono nemmeno al nero, pensate un po'. La cosa più interessante, però è stato prendere l'autobus nei giorni precedenti.
Quando andavo al liceo, a scuola ci andavo quasi sempre in bicicletta (cassetta degli anthrax nelle orecchie, tempi da cronometro). L'amico Ciccio invece veniva dalle Caldine, su per la faentina, sul 21. I suoi non gli hanno mai permesso di avere un motorino, e quando ha preso la patente è diventato una persona nuova. Ma io stentavo a capire. Il perché del suo disagio, in certe buie notti, a raccontare di quei viaggi in autobus. Il perché del rancore represso, del disprezzo malcelato.
Poi mi sono ritrovato a prendere due giorni di fila il 25 alle 7.30 per andare in fortezza.
Miiiiiinchia. Se G. si è fatto tre+cinque anni di quella vita che io ho assaggiato per soli due giorni, mi stupisco che non ci sia stato un "boccette a D'azeglio" sulla falsariga di bowling a columbine.
Due giorni ho preso il 25, due giorni ho visto le s-t-e-s-s-e identiche faccie, due giorni nelle s-t-e-s-s-e identiche posizioni. Quando si dice status quo. L'ho trovato piuttosto deprimente. Se andare a scuola era già faticoso, perché restavi avviluppato in un ambiente che si costruiva le sue relazioni e con queste le sue regole, nelle quali almeno io non riuscivo mai a trovare il mio posto (o era quello, il mio posto... alla fine la posizione di pseudo-outsider aveva anche i suoi vantaggi), chissà cosa doveva essere un piccolo microcosmo arancione su quattro ruote... la versione micro, e per questo ancora più opprimente, con meno vie di fuga, della scuola.
E in più mi è toccato beccarmi una recensione di GTA San Andreas con tanto di riproduzione degli effetti audio da parte di un troglodita sedicenne che alle 7.40 non aveva di meglio da fare che gridare sull'autobus quanto fosse bello sparare addosso a questo e quello.
Ho riscoperto il walkman non come piacere ma come strumento di autodifesa.




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