29.9.04

30 e lode per il buon Neri!

Sono infinitamente felice (e anche un pò commossa) nel dare pubblico annuncio a quanti non avessero già ricevuto personalmente la notizia della fine degli esami di Neri!
Per il momento ho solo un bicchiere di plastica pieno di succo d'arancia da levare in suo onore, ma sospetto che rimedieremo subito....
Complimenti!!!

Le cahiers du cinema

Rassegna cinematografica della mattinata
Sveglia: l'alba dei morti viventi (ore 7.27)
Via Bolognese-Stazione S.M.N.-Porta Romana: mission Impossible II (7.49)
Arrivo a Siena in sita: titanic (9.17) [incombente senso di catastrofe]

In tutto questo sono pure riuscito a cadere dalla moto, praticamente da fermo (nel senso che ho frenato da 90kmh a 0 kmh nello spazio di 7 metri, in piazza stazione), di fronte a un pulmino dei carabinieri al quale stavo per sfrecciare davanti bucando il semaforo. Tom Cruise mi fa una sega. Il ginocchio mi fa male. La moto è intatta (o quasi).
Siete ancora in tempo a farmi gli in bocca al lupo del caso (sì, immagino tutti a leggere il blog a quest'ora)...

Paese che vai... bar che trovi

In quel di Berlino qualcuno ricorderà che avevo scritto di un amabile baretto, lo Jenseits (lett. aldilà). Era il bar-caffè dove andavo a passare i pomeriggi relax, a leggere e a guardare i turchi giocare a scacchi (Heinrich Platz, SO36). A Firenze c'è lo Strizzi, un omone di un metro e 90 per un 120 chili buoni di tifoseria viola e fede comunista, che ha avuto la bella pensata di aprire un bar. Diciamo che non è il posto in cui vado a passare i pomeriggi a leggere... però coi negroni a 2 euro il mercoledì, è il posto dove andare a prendersi una bella sbronza in compagnia.
Domani ho il mio ultimo esame. Quindi, ricapitolando: se va bene, sono allo Strizzi a sbronzarmi, se va male, sono allo Strizzi a sbronzarmi (magari un po' meno allegro).
A domani (a oggi più tardi...).
PS: sono graditi gli in bocca al lupo!

27.9.04

Magia di google

Provate a inserire "miserable failure" in google e premere "mi sento fortunato"...
Trovato (attraverso varie peripezie) qui.

Buon giornalismo a metà

Segnalo un articolo sul rapimento delle due volontarie di Un ponte per... Mi lamento spesso che non si faccia più giornalismo d'inchiesta, di ricerca, salvo rarissimi casi. Questo potrebbe essere uno di quelli, almeno nella prima metà. Roberto Saviano ha ricostruito il retroscena di alcuni personaggi che hanno avuto a che fare e con il rapimento di Quattrocchi e compagnia bella, e con quello delle volontarie di Un ponte per...
Fin qui un ottimo lavoro, del quale non svelo niente. Ma poi l'articolo si fa inconsistente: non che la linea in cui si sviluppa mi sembri poco plausibile o che, ma veramente non c'è nessuna spiegazione, solo illazioni. La cosa che mi convince poco è prendere la ricostruzione del contesto come spiegazione diretta del rapimento (che mi interessa relativamente poco, a dire il vero): di fatto quella stessa ricostruzione è la cosa più interessante. Buona lettura.

Aggiunta: ad una prima occhiata mi pare che nazioneindiana sia in generale un sito piuttosto interessante. Presto qualche altro link...

Musica è

"...non c'è nulla che permetta di ribadire la propria "classe" come i gusti in campo musicale, niente attraverso cui si sia classificati in modo altrettanto infallibile, è certo che non esiste pratica dotata di maggior potere classificante, grazie alla rarità delle condizioni di acquisizione delle inclinazioni corrispondenti, della frequentazione dei concerti, o della pratica di uno strumento musicale "nobile" [...] Ma c'è anche il fatto che l'esibizione di una "cultura musicale" non è uno sfoggio culturale come tutti gli altri: nella sua definizione sociale, la "cultura musicale" è una cosa diversa da una semplice somma di conoscenze e di esperienze, congiunta alla capacità di discuterne. La musica è la più spirituale delle arti dello spirito, e l'amore per la musica è una garanzia di "spiritualità". La musica è l'arte "pura" per eccellenza: non dice nulla e non ha nulla da dire; siccome in realtà non ha alcuna funzione espressiva, essa si contrappone al teatro, che, persino nelle sue forme più disincarnate, rimane comunque il veicolo di un messaggio sociale e può "passare" solo su una base di accordo immediato e profondo con i valori e le attese del pubblico. Il teatro divide e si divide: la contrapposizione tra il teatro della rive gauche ed il teatro della rive droite, tra il teatro borghese e il teatro di avanguardia, è estetica e politica in modo indisgiungibile. Nulla di simile in campo musicale (se si mettono da parte alcune rare eccezioni degli ultimi tempi): la musica rappresenta la forma più radicale e più assoluta di quel disconoscimento del mondo, e soprattutto del mondo sociale, che l'ethos borghese si attende da tutte le forme di arte."
[Pierre Bourdie, La distinzione, Il Mulino 1983, pp. 12-13]

S'apre il dibattito... pole la musica pemmettessi di paragonassi ai 'tteatro?

Neri: Mi sono commosso a leggere questo brano. Nella "elevatezza", nella "raffinatezza" del clavicembalo ben temperato di bach o del requiem di mozart un mio compagno di liceo trovava il modo di disinguersi, di mostrare e dimostrare la propria appartenenza ad un'altra specie. Questo atteggiamento che non potevo tollerare è quello che mette in evidenza Bourdie, l'atteggiamento di contemplazione distaccata che distingue il borghese dal villico, volgare, cafone (nota: tutti termini che a: indicano l'origine popolare e b: indicano mancanza di gusto, per l'appunto). Ora questo mio compagno di classe è un quadro di rifondazione comunista.
D0vrebbero seguire considerazioni di marina...

26.9.04

Rompighiaccio

Lui: "Ebbene? Lo vogliamo rompere o no questo ghiaccio?"
Lei: "Anche sì... che fai, trascrivi tutto quello che diciamo?"
Lui: "Ti basta come risposta?"
Kei: "Sì...[guardando con sospetto a quanto digitato] Kei? Ki è Kei?"
Lui: "Non c'è niente tra noi... è solo un errore di battitura, te lo giuro!"
Lei: "Ahhhhh...." [Quasi asmatica]
Lui: "Se faccio una violentissima scureggia te ne offendi molto?"
Lei: "Trascrivilo, se hai il coraggio..."

Dagli appunti di Marguerite Duras per il suo ultimo romanzo, senza titolo, 1996.




Tutto quello che trovate in queste pagine è a vostra libera disposizione. Fatene quello che volete, purché non a fini commerciali (dubito, ma non si sa mai).