7.10.06

Bene, signore e signori, questo blog è morto, oggi. Non me ne ero accorto, ma è morto, in realtà già da qualche tempo. Modestamente, gli diamo sepoltura.
C'è un bel po' di lavoro all'orizzonte, e questo richiede non tanto una sospensione, quanto un cambiamento. Non lo richiede, diciamolo meglio, si è già prodotto.
Quindi, grazie è stato bello, se ci rincontriamo vuol dire che un po' ci si era capiti. Grazie davvero, qualcuno lo so che mi ha letto qualunque stronzata scrivessi, quasi gliel'avesse ordinato il dottore, quindi grazie. A me faceva piacere leggere i commenti, sapere che qualcuno passava, intavolare, o tentare di intavolare mezze discussioni. Perché ce n'è tuttora bisogno, anzi di più.
C'è bisogno di politica, il vuoto è troppo grande, ci stanno troppo col fiato sul collo, ci sgomberano, e anche se quasi si fa finta di niente, non è un buon segno. Posti, situazioni, realtà che fino alla sera prima si riempivano di quattrocento persone, ora sono vuote, dopo due sgomberi. Perché non ha un valore politico, si va lì per fare festa, e se lo sgomberano e poi lo rioccupano, ma non c'è movimento, se non è cool, noi non ci andiamo.
Coglioni... ma anche voi dell'emerson, con tutto che avete occupato un posto che spacca, smettetela di tirarvela. Vi fottete tutti i giovani, non riuscite a relazionarvi con nessuno, sorridete solo a pochi intimi e sembrate i più duri di tutti (e ormai, lo siete rimasti, probabilmente, e se la "qualità" dell'occupazione dà punti militanza, ne avete fatti un botto a questo giro), ma se non mobilitate un sacco di ragazzini, e ve li iniziate a far frullare attorno, siete morti. E ci sono ragazzx che stanno solo aspettando che qualcuno gli dica come si fa. A fare resistenza, a occupare (occupiamo tutto, sì, cazzo, occupiamo tutto davvero), a mettere in discussione i vecchi, e i potenti, a non cacarsi in mano di fronte alla prima divisa. L'emerson questa esperienza ce l'ha, è tutto il suo tesero, che nessuno sgombero potrà toglierli.
C'è un gran bisogno di politica.
Bene ragazzx, a presto

28.9.06

bogota/granada... bogota/granada. fate voi, uno poi non ci capisce piu niente...

13.9.06

Direttamente dal blog di daniele sepe, rubo questo:

"La storia si ripete...
...solo che a volte va avanti e a volte va indietro. Per ora va indietro. Se vi illudete che con le buone maniere e quattro schede in un' urna ogni cinque anni le cose prendano una piega diversa vi sbagliate di grosso. Lo dimostra un governo in cui per la prima volta è presente una componente "comunista" e che per mettere a posto i conti pubblici non fa altro che tagliare dove si è da sempre tagliato e rubare la pensione di chi già dovrà mettere insieme il pranzo con la cena. Voi pensate che con quattro buone ragioni un PadoaSchioppa o un Francesco Rutelli rinuncino ai privilegi di cui la fortuna e l' abilità truffaldina li ha dotati? No. Ogni tanto qualche testa deve rotolare. Se qualche lungimirante nostro antenato non metteva Luigi XVI sulla ghigliottina la nostra storia sarebbe stata ancora più una merda di qello che è. Una vetrina infranta o un McDonald messo a soqquadro oggi fa comunque più scandalo di quattro morti al giorno sul lavoro o di gente che è costretta a chiedere l' elemosina per strada perchè rimasta senza lavoro, ma non ancora non in età per avere l' elemosina di trecento euro di pensione sociale. La "via parlamentare" è una presa per il culo. O si ricrea una sana e robusta opposizione di piazza, quella che una volta veniva giustamente definita "extraparlamentare, o le cose continueranno ad andare per il verso che fa felici e tranqulli i Tronchetti Provera o i Benetton del caso. Potete avere tutte le buone ragioni che volete, ma se non avete anche un nerboruto randello a difenderle vi troverete con un cazzo in culo e un sorriso ebete stampato in faccia. Aveva ragione il compagno Allende quando disse "hanno la forza, ma non la ragione". Molto' meglio avre forza e ragione, questa pace sociale che regna in Italia da più di 30 anni ci ha riportati indietro di un tempo infinito, ed è tempo di cominciare a ragionare in maniera più corretta. A meno che non siate contenti così... "
cazzo, devo linkarlo, il ragazzo...

11.9.06

la famosa statua di lenin davanti alla chiesa dei gesuiti a nariño


vi assicuro che la pantegana un tempo attaccata a questa testa non fa così schifo come uno potrebbe immaginare...


è una questione di fede


qui c'è gente che ha capito tante cose...

1.9.06

Tommi lo so che faccio cacare e sono l'uomo piu rincoglionito della terra, ma lasciami i tuoi indirizzi di mail in forma non immediata (tipo tommi AT la maialadituma).

25.8.06

ti racconto una cosa: ho visto un video di una marcia (manifest) nel nariño. Gli elicotteri che sparano lacrimogeni, la gente che scappa verso dove può, persone che vengono pressate dall'antisommossa verso un fiume, una ventina ci "casca" dentro e annega. Sassaiole sulle camionette della polizia, inutili. Poliziotti in tute da combattimento, l'unico svantaggio che hanno è che sono lenti (e meno, molti meno, della gente), neppure le molotov gli creano troppi problemi. Sassaiole. Poliziotti che sparano lacrimogeni. Poliziotti che sparano con fucili galil e m16 in aria... poliziotti che sparano ad altezza d'uomo. Poliziotti appostati sui tetti che sparano. La gente che avanza facendo rotolare tubi di 40 cm di diametro per bloccare le camionette.
Morti. Feriti. I poliziotti con i manganelli ricoperti di filo spinato. La schiena di uno che le aveva prese, una bella serie di ricami. La gente che lotta.
Sto cercando di pensare. E penso a genova. A quello che possono fare COME e QUANDO VOGLIONO. Mi chiedo se genova fosse stata manovrata dall'esterno, in un contesto di repressione internazionale (non fermiamoci al paesiello, gli interessi in gioco sono mondiali, dopo tutto, no?). Penso, visto che ne ho letto su onemoreblog a carlo giuliani. Pensavo, dopotutto, che era stato un cazzone. Semplice. Ora non la penso più così. Mi chiedo, se ci fossero più carlo giuliani, vivi, ovviamente, e organizzati? Gente in grado di fare scioperi a livello locale che portino alla negoziazione popolare. Non so se Carlo Giuliani fosse in grado di farlo, non è questo il punto. Ho sempre pensato, e lo penso tuttora, che la devastazione fine a se stessa non porti da nessuna parte, anzi, porti male. Al tempo stesso, guardo nella prospettiva anarchica, che non mi appartiene del tutto. Quando Sante Caserio ammazzò il presidente francese, Carnot (?), che ottenne? A livello di processo storico, intendo... Non lo so. Però mi diverte pensare che gli anarchici "storici" alla fine dimostrassero, con i loro gesti isolati, che i potenti sono fatti di carne e sanguinano come noi.
Es que, che fai, la polizia ti reprime, e tu non fai niente? No, è che loro se la sono cercata. Ecco... è qui il problema. In molti la pensano così, anch'io fino a qualche tempo fa la pensavo così. E ora me ne vergogno. Amici a genova non se la sono cercata, sono stati minacciati. Ad una ragazza le hanno messo uno sparalacrimogeni alla gola. Gli amici hanno continuato a non cercarsela, e hanno fatto bene. Ma se avessero reagito? Avrebbero fatto altrettanto bene. E se se la fossero cercata? Cosa, una bala (pallottola) in fronte? O forse stavano cercando qualcos'altro, in uno spettro molto ampio che va da un mondo migliore al difendersi al rompere il culo a dei porci? Proletari, certo, ma sempre porci.
I miei saluti alle questure di tutto il mondo.

23.8.06

Oggi lascio la casa dei giovani comunisti, ho pensato di salutarli così...

Addio, Lugano bella,
o dolce terra pia,
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
colla speranza in cor,

Ed è per voi sfruttati,
per voi lavoratori,
che siamo ammanettati
al par dei malfattori;
eppur la nostra idea
è solo idea d'amor,

Anonimi compagni,
amici che restate,
le verità sociali
da forti propagate:
e questa è la vendetta.
che noi vi domandiam,

Ma tu che ci discacci
con una vil menzogna,
repubblica borghese,
un dì ne avrai vergogna
ed ora t'accusiamo
in faccia all'avvenir,

Scacciati senza tregua,
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra:
la pace tra gli oppressi,
la guerra agli oppressor,

Elvezia, il tuo governo
schiavo d'altrui si rende,
di un popolo gagliardo
le tradizioni offende
e insulta la leggenda
del tuo Guglielmo Tell,

Addio, cari compagni,
amici luganesi,
addio, bianche di neve
montagne ticinesi,
i cavalieri erranti
son trascinati al nord,
e partono cantando
con la speranza in cor.
ovviamente, bisogna ragionare con gli anarchici per trovare un po' di critica alla societá dello spettacolo...
... e di senso dell'umorismo ;)

questa non c'entra niente


21.8.06

"L'omicidio in chiesa a Bresciafermato il sagrestano cingalese Preso anche il killer del pittoreIl giovane, 24 anni, conosciuto con il nome di Camillo, bloccato mentre andava dall'avvocato. Era in fuga da ieri dopo il ritrovamento del cadavere di Elena Lonati. Giovane nordafricano arrestato a Milano per l'omicidio di Aldo Bresciani"

Io non so. Come cazzo si fa a leggere la repubblica? Possibile che non parlino mai degli albanesi, io dico?!

uellà, da quanto tempo...
allora, sono un po' devastato, ma fa lo stesso.
sto bene, comunque sia. in salute, per intendersi. dribblo la dissenteria come e meglio di maradona.
sto preparando un po' di aforismi. sai che palle, lo so. però, questo mi ispira la situaziun, quindi ve li ciupperete. prima o poi. e se non sará così, spero sia per colpa vostra, come si dice.
sto leggendo, in spagnolo, alla faccia della modestia intellettuale, massa e potere, di canetti. bravo, il ragazzo, valido. me l'aveva consigliato uno degli spagnoli, un compagno, di quelli che andavo cercando. spero. più interessante del libro, però, è stato l'incontro col ragazzo che me l'ha venduto. a partire da fatto che, dalla sua modesta ma ben fornita bancarella ambilante di libri, si dichiarasse librero e non venditore di libri. cos'è un librero? per intendersi, quella razza in via d'estinzione della quale a firenze sopravvive ormai solo un esemplare, quei personaggi per me epico-mitologici che hanno letto quasi tutto quello che vendono, e che se ti interessa un libro sono pronti a consigliartene altri due o tre, e spesso beccano bene. non sa un cazzo di quello che succede nel suo paese, e quando ci fermiamo a prendere un caffè, gli do un paio di legnate, intenzionalmente. è terreno fertile, ma va prima dissodato. non sono delicato. e non va sprecato.
non ha problemi perché vende libri sulla guerriglia, ha problemi, mi spiega, perché non ha il cartel (o come cazzo si chiama) militar. uno degli obiettivi delle campagne studentesche è l'abolizione del servizio militare obbligatorio. (così vi giocate la possibilitá di infiltrare l'esercito, penso erroneamente). non è possibile fare il servizio civile, da queste parti. oggi, tornado da ibague, ho visto l'ennesimo posto di blocco. e un camion carico di ragazzi. sono tutti quelli che hanno beccato senza il carte (o come...). li caricano e li portano al distretto militare, dove iniziano l'addestramento senza tanti se o ma. si chiama batida, battuta. l'esercito fa queste cose. Che si fa oggi? andiamo a beccare un po' di renitenti (armi spianate in sottofondo, maestro).
Certo, lo puoi anche comprare. un sacco di gente fa così, basta avere amicizie tra i militari e un paio di milioni di pesos. Non per tutte le famiglie, non per tutte le tasche.
L'altro obiettivo degli studenti, medi e universitari, è lo scioglimento dell'esmad. lo squadrone antidisturbo. Prendete la celere, il gom, e qualche altro manipolo di nostrani eroi, fatelo passare per il cile di pinocchio, e mettetelo a mantenere l'ordine alle manifestazioni in colombia. Ieri ho conosciuto un ragazzo che mi ha mostrato il foro della pallottola nella coscia. Non ho capito se si rendesse conto che due dita più in giù c'è l'arteria femorale, ma credo di sì. Ne hanno ammazzati parecchi. E in teoria non dovrebbero portare armi da fuoco. Non che uno sparalacrimogeni puntato in faccia faccia bene, vero ciccio?
Ibaguè è nel tolima, a sud est di bogotá, cordigliera centrale (bogotá è sulla cordigliera orientale). Come il sumapaz, è una delle regioni più ricche d'acqua del mondo. Come il sumapaz, è oggetto delle attenzioni di svariate multinazionali. La quarta guerra mondiale sarà per l'acqua, diceva quello. Già, già. E allora che si fa, si chiede il nostro beniamino esercíto? Semplice, si dispiega un paio di battaglioni, il battaglione di alta montagna per i massacri e uno di rappresentanza. E si inizia a massacrare un paio di contadini, possibilmente del sindacato agrario. Con la scusa che... con qualsiasi scusa. Per lo più, basta accusarli di ribellione (in questo modo si guadagnano anche le prime pagine dei giornali, e i servizi televisivi). Per i comunisti, invece, che stanno in città, il lavoro si lascia ai paracos, ai paramilitari. Che poi spesso in realtá sono i militari che si mettono un braccialetto, per fingere di essere paracos. Sai che differenza c'è? No? Si vede che non stai attento ai dettagli. Ma non si ammazza chiunque. Si minaccia uno, e poi un altro, e poi un altro ancora. E intanto si ammazza il primo. Così gli altri capiscono. E se ne vanno a ingrossare le fila dei desplazados a bogotá.
Il bello della palestina, è che ormai non c'hanno neanche più tanti posti dove andare, quindi sono "costretti" a restare lì e farsi saltare per aria, tanto per ricordare al mondo che ci sono. Qualcuno mi fa notare che è questa la testimonianza del cosiddetto martirio. Ragazzi, ci siamo anche noi, e ci stanno massacrando.
In italia, in europa, massacrano la nostra dignitá, con contratti infami, pillole di benessere ingollate insieme a tranquillanti, televisori al plasma sempre più grandi per pargare i quali ci si indebita sempre di più. Massacrano il rispetto di noi stessi, si sopravvive aspettando qualcosa di meglio. Ci si chiude in delle nicchie, ci si lascia chiudere dalla repressione in delle nicchie occupate, credendo di aver conquistato grandi spazi di libertà. E io che pensavo che in colombia, almeno, nel momento in cui rischi di perdere la pelle, ecco, almeno questo ti legittima, il diritto all'autodifesa è semplicemente decorare di belle parole la rabbia mista all'istinto di sopravvivenza. E invece no. Sono bravi. Non ti ammazzano, a te. Ti convincono (ammazzando lui o lei, spesso loro) ad abbandonare la tua terra. E ad affollare ciudad bolivar, la baraccopoli di bogotá. ecco, non pensavo di scrivere tutte queste cose. non ne avevo neppure voglia. però è che so di non essere solo. Pochi e radi, come i capelli di un caro amico, ma vivi, e umani. nel senso di umanesimo che spero un giorno venga prodotto da una societá migliore che non ho voglia di aspettare. E se vi sembra retorico, fottetevi.
...etevi
...etevi

18.8.06

in compagnia di questo giovane sindacalista agrario (di quelli che ai soldati gli tiravan le schioppettate, mi sa) ho mangiato del meraviglioso salsichon de pollo, che dice fare molto bene per la memoria. Infatti dopo tre giorni, quando lo rutti, te lo ricordi benissimo.


Ah, il sottile umorismo dei compagni colombiani...

17.8.06

monumento al campesino a santa rosa de sumapaz
campesino arauqueño
campesino arauqueño
i biondi in mezzo alla festa patronale
piccola vista parziale di bogotà

7.8.06

5 agosto, aeroporto di barajas.
Improbabilmente pieno di italiani, il gate del volo per bogotá. sono nervosissimo. non mi piace la gente che ho attorno, mi sono abituato ad ambienti troppo omogenei e distanti da questo, che a modo suo è piuttosto omogeneo. Vestiti di marca, gomme masticate a bocca aperta, capelli ingelatinati, o ossigenati, o tutt´e due. riccozzi o pretendenti tali. Gli italiani sono del tipo milanese o napoletano, in entrambi i casi della peggior specie. Strappo l´etichetta della bottiglia d'acqua che mi porto dietro da firenze, pur di non farmi riconoscere. Non socializzo con nessuno, non vedo nessuno con cui potrei socializzare, nessuno sembra aver voglia di socializzare con me, se non forse una ragazza, vestita sobriamente, che legge un libro. Un evento. Sono nervoso e ho lo stomaco chiuso. Dai discorsi che sento, gli italiani stanno andando a troie e bamba. Mi fanno schifo.
Razionalizzo. Paranoia e istinto di sopravvivenza. Al controllo documenti dell'aeroporto di bogotá, el dorado, sono un turista, senza un albergo. Quando mi capita di scambiare due parole con qualcuno, stessa cosa. Non dico niente. La maggior parte degli uomini ha l'aria medio-molto palestrata, aggressiva. Il gruppetto di napoletani sono fascistelli belli e buoni (nessuna delle due, di fatto). Sto andando in un paese in cui vige un regime finto-democratico, un paese sottoposto all'egemonia economica, politica, culturale e in alcune zone militare degli stati uniti, un paese dove la maggior parte della gente (54%) vive con 2 dollari al giorno, un paese in cui da piú di mezzo secolo ogni tentativo di reale opposizione politica viene stroncato in laghi di sangue, un paese in cui le istituzioni restano indifferenti di fronte ad atroci massacri, quando non ne sono direttamente responsabili, un paese in cui la tortura è una soluzione normale.
Epperò un paese con centri urbani, servizi, industrie, cultura, televisione. Un paese con università, idee, creativi. Un paese con un'opinione pubblica. Che non sa, e finge di non sapere, perché in fondo gli va bene così. E io attorno a me, al gate, sul volo, vedo solo gente della classe media di un paese malatissimo. Responsabili. E mi chiedo quanti di loro sono paramilitari, fascisti vari, semplici indifferenti finché a loro va bene. Ora che scrivo, mi chiedo quanti di loro siano dell'altra parte, resistenti, fuggitivi che ci riprovano, chissà. Credo pochi. Mi sento in mezzo a ostili, e non è solo paranoia. Ad ogni buon conto, non ho intenzione di far sapere niente di me.
Tanto, le mail dei compagni di qua sono controllate, quindi sanno giá tutto. Se non mi vogliono rompere i coglioni, non lo fanno, se vogliono, non c'è molto da fare. [Di questo ho la conferma oggi]
5.8 bogotà
L'arrivo all'aeroporto di bogotà è tranquillo. coda lunga all'immigrazione, tipo duro che mi controlla i documenti. Quando esco, militari ovunque. Ovunque. Trovo i due ragazzi che mi sono venuti a prendere, hanno aspettato due ore causa ritardo dell'aereo. Come aveva accennato l'ospite di madrid, sono tipi concreti a partire dall'aspetto. Troviamo la macchina, un compagno ci aspetta. Andiamo a mangiare qualcosa, e poi ad una specie di circolo-casetta del popolo. Vuoi andare a dormire, sei stanco? C'è una festa, è il compleanno di una compagna. Festa? Certo! Arriviamo alla festa. Sono tutti sbronzi. La compagna festeggiata è il sindaco di una località di bogotà, che ne ha venti, di località. Vengo preso dal vortice umano di una gordita, Mayra, una ragazza più nera che bianca, della costa atlantica, già abbastanza sbronza, e presentato a tutti, una due tre volte. L'accoglienza è calorosa, a parte il fatto che tutti mi chiedono se faccio parte dei giovani. No, dio porco, non faccio parte dei giovani. Mi considero a modo mio un compagno, ma non faccio parte dei giovani. Scopro nel corso della serata che comunque lì non ci sono solo comunisti, e che non tutti ti chiedono se fai parte dei giovani (comunisti). Ad alcuni provo pure a spiegare che non posso condividere molto con gente come il T., in maniera più parafrastica, ovviamente. Ma poi arriva il uiski, conosco i compagni spagnoli, guardo la gente ballare, vengo invitato a ballare, non so ballare, guardo la flaca ballare, lei mi sorride. Mi metto a chiaccherare con un tipo ubriaco e la sua splendida donna, poi con la flaca. La ragazza è una desplazada, [come la maggior parte della gente che conoscerò in questi giorni], di medellin, bianca, si occupa di diritti umani, è del partito, nel '92 suo fratello è scomparso, studia scienze sociali. E' bella. Balla benissimo. La donna del briaco, angela, mi invita a ballare, mi insegna. Las rodillas muove tutto il resto, mi dice. Interviene l'ubriaco. Stringi le chiappe, alternando, a ritmo. La chiappa muove tutto. Inizia un suo balletto esilarante, stringi! rilassa! stringi! rilassa! E io, al secondo uiski, stringo e rilascio. Muovo las rodillas (ginocchia). Ballo anche con la flaca. E' meravigliosa. Vado a scroccare una sigaretta, e la ragazza che me la da, pone una condizione, devo ballare con lei. E' una maestra elementare, a ciud(ad) bolivar, il quartiere più povero di bogotà. ballo anche con lei, un lento, dura poco per fortuna, in realtá voglio la flaca. Poi però interviene la stanchezza. Neanche tanta, ma non ce la faccio piú a stare lì. Raccatto i numeri telefonici della flaca, della maestra e della sua amica. Mayra, ubriachissima, mi accompagna a casa.

2.8.06

bona merde, ci si a ottobre...

1.8.06

Forma e Sostanza

Conosco le abitudini so i prezzi
E non voglio comperare né essere comprato
Attratto fortemente attratto
Civilizzato sì civilizzato
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Soddisfazione Signore

Conosco le abitudini so i prezzi
E non voglio comperare né essere comprato
Attratto fortemente attratto
Civilizzato sì civilizzato

Uno sguardo più puro sul mondo che la civiltà è ora, pagando
Decidi: cosa come quando

Comodo ma come dire poca soddisfazione
Comodo ma come dire poca soddisfazione
Soddisfazione Signore

Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta

Ventiquattromilapensierialsecondofluisconoinarrestabili
Alimentando voglie e necessità

Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta

[c.s.i., tabula rasa elettrificata]
Sono un po' emozionato.

31.7.06

E' un momento strano. Mi incazzo con una facilità impressionante, ma è un bell'incazzarsi. Un fascista milanese panzone ha fatto l'errore, dopo avermi spiegato il tipo di pilloloni che lui e i suoi amici mettono nel culo a quelli come me e G., cosa piuttosto facile da ignorare, di rompere i coglioni anche a un'amica barese in visita a firenze.
Se ne è andato cheto cheto. Anzi, un po' mugugnava.
I vigili di s.spirito hanno dimostrato di non aver un solo strumento legale per farti alzare il culo dai gradini della chiesa, quando i netturbini (compagni netturbini solidali!), loro malgrado, vengono a sistolare con l'idrante per pulire, scusa ufficiale, per far alzare la gente, piccola repressione che si dovrebbe subire in silenzio. No grazie.
Mi fanno incazzare anche gli amici, ma non glielo dico. E ancora, è un bell'incazzarsi.
-Perché bogotà? io avrei paura... [io invece sono idiota]
-E' che ti ho visto un po' con la testa tra le nuvole, non è che la prendi alla leggera? [sì, perché, non ci sono solo troie e bamba in colombia? E non ci vado solo per quello?]
-Mi raccomando attento a non fidarti troppo della gente. [ok, sparerò in testa a chiunque si avvicini oltre il metro e mezzo]
Altre raccomandazioni, di altro genere: oh, porta/spedisci/ingerisci un po' di coca, eh? Stanotte ho sognato che effettivamente tornavo con della coca e mi beccavano all'aeroporto. Anche no, grazie. L'indulto di merda vale solo fino a maggio, ricucci ha il culo parato, io no. ricucci e i suoi 170 milioni di euro evasi. 170 milioni. Ma uno dico che cazzo se ne fa di 170 milioni di euro?
Amici premurosi, seri, e non troppo ciarlieri si sono fatti dare fotocopia dei documenti, non si sa mai, senza sprecare troppe battute o troppi commenti. Grazie.
Un altro amico mi ha allungato la vita e me l'ha comunicato via sms. Io, pur perplesso, ho avuto da recriminare che se m'allungava la fava era meglio, ma vabbè. Poi ci siamo spiegati: ha sognato che morivo, in un incidente d'auto. Non sa quello che la cosa mi ricorda, un viaggio lontano, un amico che muore in macchina. Ma vabbè.
Un pernacchione al dandy, che mi prendeva per il culo, perché dicevo che andavo in colombia ma non avevo ancora il biglietto. Quando l'ho beccato in piazza e gli ho detto, tutto contento, oh, allora c'ho il biglietto, sì, e quanto stai, un paio di mesi... lui mi ha sobriamente detto che a ottobre va in bolivia. Per nove mesi.
E allora ce l'hai più lungo te, che ti devo dire!
E infine, A.G., che ci siamo guardati (nelle palle dell'òcchi) e ci siamo capiti. Grazie anche a lui. E a sergio leone.

ps per la mamma: bamba = coca.

29.7.06

Ai tizi che mi verranno a prendere all'aeroporto ho mandato questa foto...


faranno finta di non conoscermi?

ps: bogota: min 9° max 18°... arauca: min 21° max 31° [umidità 70%]

28.7.06

Mentre il mondo sta a guardare quello che succede in libano, con grande consumo di media-crazia, a gaza stanno sperimentando nuovi modi per ammazzare i palestinesi. Talmente nuovi che non si capisce neppure di che cazzo crepi la gente. Ne parla ester adorno nel suo neonato blog.

26.7.06

I paramilitari si stanno sostituendo ai narcos? Certo è che, come la mafia nostrana, reinvestono narcodollari in attività legali difficilmente perseguibili, nel caso, improbabile, ce ne fosse la volontà (la colombia ha avuto un numero considerevole di falcone e borsellino).
Operano con la complicità e i finanziamenti dei latifondisti, degli industriali, delle compagnie straniere, e hanno un radicamento in parlamento da far invidia a cosa nostra (il 30-35% del senato è in mano ai paramilitari). I campi di operazione sono tutti quelli che lo Stato non può compiere senza rinunciare alla facciata democratica: eliminazione delle minacce politiche (militanti e dirigenti di partito, sindacalisti, giornalisti), gestione della coca e della droga in genere, estorsione.
La facciata di democrazia, mista agli squadroni della morte addestrati da compagnie militari private americane o israeliane, funziona benissimo: ad oggi un percorso realmente democratico è pressoché reso impensabile.
Le FARC usano le stesse modalità dei paramilitari per risovere molteplici questioni necessarie alla loro sopravvivenza: estorsioni ai latifondisti e alle compagnie straniere, rapimenti, omicidi. Ma se le FARC esistono, è perché il processo democratico (non in senso sedato, euro-americano, ma in senso vivo, sudamericano, di chi ha ancora bisogno di una riforma agraria) è stato stroncato in un oceano di sangue: esemplari le cifre delle tre giornate di rivolta popolare seguite all'omicidio, avvenuto il 9 aprile del 1948, di Jorge Gaitan, il lider liberal-popolare (con retroterra rivoluzionario) che avrebbe altrimenti vinto con molta probabilità le seguenti elezioni, giornate che segnarono l'inizio della guerra civile permanente in colombia. Alla fine degli scontri che presero il nome di el Bogotazo, esercito e polizia lasciarono nelle strade di Bogotà più di 2500 cadaveri.

14.7.06

La terra vista dalla luna se ne va in ritiro monacale (sì, certo) al mare, in attesa della partenza per la colombia. Ci rivediamo a fine luglio.

10.7.06

"La mamma di zidane è 'na maiala! [coro]" alla fine pare che la morale della favola sia questa. Ovviamente e scontatamente, invece, zidane è quello che mi fa più simpatia, povero stronzo miliardario che il suo addio al calcio è stato la novella dello stento e poi sul finale si è smerdato. Ed è quello che non mi piace del calcio, a rugby l'arbitro gli avrebbe detto di stare più tranquillo, al massimo lo buttava fuori cinque minuti, lì tutti a scandalizzarsi. In realtà ci sarebbe da domandarsi qualcosa sulla mamma di materazzi... altrettanto ovviamente, ieri sera tutti a chiedersi ma che gli ha detto? E' il bello del calcio, pensa te.

8.7.06

Maculata idea.
Vivere viaggiando. Oppure il rivoluzionario “di professione”.

E’ il momento in cui i riproduttori di successo si sono accoppiati, ci sono state le danze di accoppiamento, e ora le coppie si sono formate. Non è un bel pensiero. E l’idea che il mio orologio biologico sia funzionante e puntuale non mi dà alcuna consolazione.

Sete.

Amarezzadiffusa. Bisogno di comunità? Pensare il mondo senza denaro. E’ la comunità che decide come un ambiente-biotopo, o un organismo, se una funzione è necessaria o sostenibile. Se contribuisci alla comunità sopravvivi, in realtà molto di più che sopravvivere, perché il tuo universo di senso diventa la comunità, e quindi sei soddisfatto. Se non contribuisci alla comunità nei sei espulso. Nelle società contadine, nei gruppi comunitari agricoli i vecchi non sono un peso, hanno anche loro il loro ruolo/funzione. Sono comunità con margini ecologici piuttosto ristretti, eppure riescono a “sopportare” i vecchi (mi viene in mente la scena dei monthy pyton e il sacro graal in cui il contadino fa portare via al beccamorti il nonno ancora vivo).

Quante ore di lavoro sono necessarie? Cosa stabilisce la necessità? Infatti non si parla di necessità. Si parla di quanto si vuole produrre? Quanto si vuole produrre lo si decide collettivamente. La necessità non è necessariamente in questione. Si possono produrre anche cose non necessarie, fin tanto che la produzione è sostenibile (per la qualità della vita del produttore, per l’ambiente, di cui comunque la vita del produttore fa parte).

Assemblea libera come spazio di gestione della comunità. Lì si decide, se partecipi bene, sennò collabori alla scelta altrui (deleghi, sei libero di farlo), sennò non collabori alla scelta altrui: ti isoli o ti opponi.
La potenzialità dello sfruttamento è ontologicamente iscritta nella realtà: la fatica e l’astuzia vanno di pari passo. Un’educazione alla cooperazione è necessaria, piuttosto che un’educazione all’individualismo.
Come gestire le risorse energetiche in un’ottica comunitaria? No, non è questo il problema.
Come ci arrivo alla comunità? Come la preservo? Come la faccio crescere? Durare nel tempo? Espandersi (?)?
Che regole nella comunità?
Il trucco in quelli di anarres è molto sottile. La gente di anarres di cui si parla non è la prima generazione, è gente che è nata lì. Ma sotto sotto c’è il problema della terra promessa, dell’isola felice, della migrazione forzata in un luogo in cui costruire secondo nuove regole, con altri fini e altri mezzi. Alla fine è una manica di fricchettoni che viene trasferita a forza su un altro pianeta, e là vivono nell’Anarchia. E già in questo è la vittoria dell’idea, poi il romanzo è una dimostrazione della validità dell’idea. Soluzione fuggitivistica, per così dire.
Una terra vergine, da fecondare con un nuovo sistema, l’anarchia. E invece a noi stronzi ci tocca di dover pensare ad un sistema realizzabile qui e ora, come se fosse una formalità, il cambio di sistema.

Barricate. Costruire barricate. In fondo costruire cose insieme è bello, no?
Viene il sospetto che si sia troppo avanti, e che lo sviluppo tecnologico raggiunto abbia creato una spirale di dipendenze alle quali ci si può anche provare a sottrarre individualmente, ma dalla quale il sistema non si possa svincolare senza perdere la capacità di mantenere (in vita) una popolazione che, volontariamente, non rinuncerà mai ad un certo standard di vita. Il genere catastrofista nasce da questa possibilità logica nella struttura del reale, e al tempo stesso stimolando la paura del collasso ne rafforza il processo generale. Dal punto di vista psico-emotivo, la paura del collasso è un ottimo incentivo all’acquisto, e inoltre è quell’oscillazione tra remoto e fin troppo prossimo che distoglie la concentrazioni da problemi più concreti, e risucchia energie mentali.
boia che sonno. sono stato a dipingere finora, per la prima volta in vita mia, praticamente. Avete presente il pupo con bomba a mano che c'è più sotto? ecco, l'ho rifatto su un muro del cortile dell'asilo. tre ore e mezzo di lavoro, e mica ho finito. domani concludo, spero. però... che soddisfazione. presto le foto.




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